Terapie

Dolori muscolari e statine: quando parlarne al medico

La maggior parte dei disturbi non dipende dal farmaco, ma alcuni segnali richiedono un intervento rapido.

Dolori muscolari e statine: quando parlarne al medico

Avvertire dolore alle gambe o alla schiena durante una terapia per il colesterolo porta spesso ad attribuire subito la causa alla compressa. Le statine possono provocare fastidi o debolezza muscolare, ma avere un sintomo mentre si segue il trattamento non significa necessariamente che sia stato causato dal farmaco. I disturbi muscolari, infatti, sono comuni anche nella popolazione generale.

Un’ampia analisi condotta su oltre 123.000 persone, seguite per più di quattro anni, ha rilevato dolori muscolari nel 27,1% dei pazienti che assumevano una statina e nel 26,6% di quelli trattati con placebo. Nel primo anno, i casi realmente attribuibili alla terapia sono stati circa 11 ogni 1.000 persone, nella maggior parte dei casi con sintomi lievi. I dati aiutano a definire il rischio complessivo, ma non permettono da soli di stabilire l’origine del disturbo individuale.

Come riconoscere i sintomi da valutare

I disturbi compatibili con un effetto della statina seguono spesso uno schema: interessano in modo simmetrico entrambi i lati del corpo e coinvolgono soprattutto grandi gruppi muscolari, come cosce, glutei, polpacci o schiena. Il collegamento con il medicinale è più plausibile quando il dolore compare nelle prime quattro o sei settimane dall’inizio della cura oppure dopo un aumento della dose. Un esordio tardivo è comunque possibile, per esempio in presenza di un altro farmaco che interferisce con la statina.

La sede del dolore e il momento in cui compare non costituiscono però una prova definitiva. Dolori o debolezza nuovi, privi di una spiegazione evidente, vanno riferiti al medico. È importante non interrompere autonomamente la terapia in modo definitivo: sospenderla per verificare se il sintomo migliora può confondere la valutazione e privare il paziente della protezione cardiovascolare.

Quando serve assistenza urgente

Un indolenzimento lieve può essere discusso durante un controllo, mentre alcuni segnali richiedono un intervento rapido. In casi molto rari le statine possono causare un danno muscolare grave, la rabdomiolisi, che può compromettere anche la funzionalità dei reni. Dolore muscolare intenso, debolezza marcata oppure urine rosse o bruno scuro sono campanelli d’allarme: è sufficiente anche uno solo di questi sintomi per chiedere assistenza medica urgente. Non indicano automaticamente la presenza della complicanza, ma devono essere valutati senza aspettare.

Nel corso della visita, il medico considera anche altre possibili cause, tra cui uno sforzo fisico recente, l’ipotiroidismo o l’assunzione contemporanea di altri medicinali. Alcune combinazioni possono aumentare la concentrazione della statina nel sangue e il rischio di problemi muscolari: un esempio è l’associazione tra claritromicina e simvastatina, che riguarda molecole specifiche e non tutti gli antibiotici o tutte le statine.

Per chiarire il quadro, soprattutto in presenza di dolore o debolezza importanti, il medico può controllare la forza muscolare e richiedere un esame del sangue per misurare la creatinchinasi, o CK. Un risultato normale non esclude del tutto un disturbo collegato alla statina, ma aiuta soprattutto a verificare l’eventuale presenza di una lesione significativa delle fibre muscolari.

Se i sintomi rendono difficile proseguire il trattamento, l’obiettivo resta mantenere la protezione cardiovascolare. In base al rischio individuale e all’intensità dei disturbi, il medico può valutare una dose più bassa, il passaggio a una statina diversa oppure l’impiego di farmaci non statinici, cercando una soluzione efficace e meglio tollerata.