Ricerca globale

Vaccino anti-Covid, l’olfatto resta stabile nella maggior parte dei casi

Un sondaggio su 1.352 persone segnala pochi peggioramenti, ma non prova un effetto curativo

Vaccino anti-Covid, l’olfatto resta stabile nella maggior parte dei casi

Per chi ha avuto il COVID-19 e continua a convivere con alterazioni dell’olfatto o del gusto, l’idea di sottoporsi a un richiamo vaccinale può generare dubbi. Il timore è che la vaccinazione possa aggravare disturbi già presenti, mentre alcune testimonianze online suggeriscono persino un possibile recupero. Un nuovo studio internazionale ha analizzato il fenomeno raccogliendo le esperienze dirette di persone vaccinate.

La ricerca ha preso in esame le risposte di 1.352 partecipanti provenienti da oltre cinquanta Paesi, attraverso un questionario online multilingue. Gli autori hanno confrontato le condizioni di chi aveva già problemi sensoriali dopo un’infezione da SARS-CoV-2 con quelle di chi non riferiva disturbi precedenti, valutando i cambiamenti dopo le diverse dosi di vaccino.

Olfatto e gusto: il dato principale

Il risultato più rilevante è che oltre il 90% delle persone coinvolte non ha notato variazioni nella capacità generale di percepire odori o sapori dopo la vaccinazione. La sostanziale stabilità è stata osservata sia tra i partecipanti con disturbi preesistenti sia tra quelli senza problemi, e non è sembrata dipendere dal tipo di vaccino ricevuto.

Lo studio ha considerato anche le cosiddette distorsioni qualitative. La parosmia può rendere sgradevoli odori familiari, mentre la fantosmia porta a percepire odori che non sono presenti nell’ambiente. Sono state inoltre valutate le alterazioni del gusto. Tra chi presentava questi sintomi prima della vaccinazione, una parte ha riferito un miglioramento dopo la dose: i progressi hanno riguardato dall’11% al 18% dei partecipanti con parosmia, dal 20% al 29% di quelli con fantosmia e dal 12% al 21% di chi aveva il gusto alterato.

Il peggioramento è stato invece segnalato raramente, nel 3% o meno dei casi. Le segnalazioni sono risultate più frequenti in presenza di comuni effetti collaterali successivi alla vaccinazione, senza però dimostrare un nesso diretto tra la somministrazione e l’aggravamento dei disturbi sensoriali.

Perché servono cautela e valutazione medica

I risultati non dimostrano che il vaccino favorisca il recupero dell’olfatto o del gusto. L’indagine è infatti osservazionale e si basa su dati riferiti direttamente dai volontari, non su test clinici oggettivi effettuati in ambulatorio. Inoltre, i nervi olfattivi possono recuperare lentamente dopo un’infezione virale: i miglioramenti osservati potrebbero quindi riflettere una guarigione spontanea avvenuta nel tempo.

Anche la modalità di reclutamento attraverso un questionario online può aver attirato soprattutto persone con esperienze più marcate, rendendo difficile estendere i risultati all’intera popolazione. Nel complesso, lo studio offre comunque un quadro rassicurante: per la maggioranza dei partecipanti la vaccinazione non ha modificato né aggravato la percezione di odori e sapori. In caso di sintomi persistenti, è consigliabile parlarne con il medico per valutare interventi specifici, tra cui la riabilitazione olfattiva. I risultati sono stati pubblicati su Laryngoscope Investigative Otolaryngology, con DOI 10.1002/lio2.70589.