Le bibite senza zucchero possono essere un’alternativa all’acqua per chi sta cercando di perdere peso? A questa domanda ha provato a rispondere uno studio randomizzato controllato pubblicato sul British Journal of Nutrition, seguendo i partecipanti per due anni.
La ricerca ha coinvolto quasi 500 adulti in sovrappeso o con obesità lieve, abituati a consumare bevande fredde. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi: uno doveva bere ogni giorno almeno due lattine di bevande con dolcificanti privi di calorie, come cole dietetiche o acque aromatizzate; l’altro doveva bere acqua.
Entrambi i gruppi hanno seguito lo stesso percorso di gestione del peso, con incontri settimanali per i primi tre mesi e poi mensili fino alla fine del primo anno. Nel secondo anno il supporto si è interrotto, lasciando ai partecipanti la possibilità di proseguire autonomamente. Il controllo finale è stato effettuato a due anni dall’inizio.
I risultati dopo due anni
Al termine del periodo di osservazione, chi aveva bevuto acqua manteneva in media una perdita di circa 3,7 chilogrammi. Nel gruppo delle bevande dolcificate la riduzione era di circa 4,8 chilogrammi. La differenza, tuttavia, non è risultata statisticamente significativa: i due approcci sono stati quindi considerati sostanzialmente equivalenti.
Anche la sensazione di fame è aumentata leggermente in entrambi i gruppi, senza differenze rilevanti. Gli esami del sangue hanno mostrato alcuni scostamenti: il colesterolo totale era un po’ più alto tra chi consumava le bibite, mentre nel gruppo dell’acqua sono emersi lievi miglioramenti della glicemia media e della pressione minima. I ricercatori li hanno giudicati privi di rilevanza clinica, con valori rimasti nella norma.
I limiti della ricerca
I risultati devono essere interpretati con cautela. Meno della metà dei partecipanti ha completato il follow-up di due anni, un elemento che riduce la solidità delle conclusioni. Inoltre, lo studio è stato condotto in un unico centro e le persone coinvolte sapevano quale bevanda stavano consumando. Durante la pandemia alcune visite si sono svolte a distanza e il peso è stato misurato a casa.
Un ulteriore aspetto riguarda il finanziamento, arrivato da un’associazione dell’industria delle bevande. Gli autori dichiarano di aver mantenuto il controllo sulle analisi e sulla pubblicazione, ma l’origine dei fondi resta un elemento da considerare nella valutazione del lavoro.
La ricerca non dimostra che le bibite dietetiche siano migliori dell’acqua, né che siano necessarie per dimagrire. Non chiarisce inoltre gli eventuali effetti a lungo termine dei dolcificanti su altri aspetti della salute. Il possibile vantaggio riguarda soprattutto chi fatica a rinunciare alle bevande zuccherate e può trovare nella versione senza zucchero un sostituto praticabile.
Il dato più importante, secondo gli autori, è però il ruolo del percorso comportamentale seguito da tutti i partecipanti. In entrambi i gruppi il peso è diminuito ed è rimasto più basso nel tempo: la bevanda rappresenta solo un elemento del percorso. L’acqua resta la scelta più semplice ed economica; in presenza di condizioni come il diabete, è opportuno discutere eventuali cambiamenti con il proprio medico. Lo studio originale è intitolato Effect of non-nutritive sweetened beverages v. water on body weight: long-term results of a randomised controlled trial e ha DOI 10.1017/S0007114526108150.