Dopo una protesi d’anca o di ginocchio, l’alimentazione può sostenere il lavoro di muscoli e ossa, ma non esistono cibi o integratori capaci, da soli, di accelerare con certezza il recupero. Il punto centrale è verificare che la persona assuma abbastanza energia e nutrienti. Proteine, calcio e vitamina D sono importanti, ma correggere una carenza è diverso dall’aggiungere supplementi a una dieta già adeguata.
Prima di un intervento chirurgico importante è raccomandata una valutazione dello stato nutrizionale. Serve a individuare chi mangia troppo poco o rischia di sviluppare malnutrizione durante la convalescenza. Dopo la dimissione, il supporto deve essere adattato a ciò che il paziente riesce effettivamente a consumare e all’andamento del recupero: non esiste uno schema uguale per tutti. Anche i percorsi ospedalieri ERAS prevedono la ripresa precoce dell’alimentazione, compatibilmente con la tolleranza, ma le prove non dimostrano che mangiare prima riduca di per sé la durata del ricovero.
Proteine e massa muscolare
Le proteine ricevono particolare attenzione perché dopo l’operazione i muscoli della gamba possono perdere volume. Per le persone anziane il riferimento generale è di almeno 1 grammo per chilo di peso al giorno, con un apporto energetico adeguato. In presenza di una malattia acuta o cronica, le indicazioni salgono in genere a 1,2-1,5 grammi per chilo. Si tratta però di valori generali, da adattare alla persona, non di dosi ottimali stabilite per chi ha ricevuto una protesi.
Le polveri proteiche o gli aminoacidi assunti intorno all’intervento hanno mostrato qualche segnale favorevole sulla massa muscolare, ma le revisioni degli studi non sono concordi. Il vantaggio sulla forza e sul recupero funzionale resta incerto: nelle analisi complessive la forza del quadricipite non migliora in modo significativo e gli studi sono molto diversi tra loro. Una revisione di dodici lavori sulla chirurgia degli arti inferiori ha inoltre giudicato bassa o molto bassa la certezza delle prove, rilevando possibili benefici nella percezione del recupero ma nessun chiaro effetto sulla mobilità. Conservare muscolo e tornare autonomi, quindi, non sono lo stesso risultato.
Calcio, vitamina D e quando chiedere aiuto
Un apporto adeguato di calcio e vitamina D contribuisce alla salute delle ossa, soprattutto nelle persone a rischio di osteoporosi o fratture da fragilità. Il calcio dovrebbe arrivare principalmente dagli alimenti; un integratore può essere utile quando la dieta non ne fornisce abbastanza. Questo, però, non dimostra un recupero più rapido né un fissaggio migliore dell’impianto. Le revisioni disponibili non sostengono inoltre una integrazione universale di vitamina D dopo la protesi di ginocchio o d’anca. Correggere una carenza accertata resta comunque una questione distinta e va gestito con il team curante.
Lo stesso criterio vale per vitamina C, zinco e multivitaminici ad alte dosi: in assenza di carenze specifiche non sono considerati una tappa necessaria del recupero. Il segnale da non trascurare è invece un’alimentazione che resta insufficiente. È opportuno informare presto i sanitari se dopo l’intervento si mangia molto meno del necessario. Le linee guida indicano un supporto tempestivo quando si prevede che una persona resterà almeno cinque giorni senza alimentarsi per bocca oppure quando assume meno della metà del fabbisogno energetico per più di sette giorni. In sintesi, l’integratore ha senso soprattutto per colmare una mancanza reale, non come scorciatoia per guarire prima.