Ricerca oncologica

Una proteina aiuta il tumore al seno a raggiungere il cervello

Lo studio preclinico collega SIRPα a mitocondri, fibronectina e difese immunitarie locali

Una proteina aiuta il tumore al seno a raggiungere il cervello

Una proteina potrebbe aiutare alcune cellule del carcinoma mammario triplo negativo a raggiungere il cervello e a trovare un ambiente più favorevole alla sopravvivenza. È l’ipotesi al centro di uno studio che ha analizzato il ruolo di SIRPα, già conosciuta per la sua funzione nella regolazione del sistema immunitario.

Il tumore al seno triplo negativo è una delle forme più aggressive della malattia e può rispondere meno alle terapie disponibili. Per capire in che modo le cellule riescano a diffondersi e a insediarsi nel cervello, i ricercatori hanno combinato analisi su cellule tumorali umane, modelli animali e tecniche di laboratorio dedicate allo studio del microambiente che circonda le cellule.

Il ruolo di SIRPα nella diffusione

I dati raccolti indicano che SIRPα è presente in quantità maggiori nelle cellule maligne del triplo negativo e nelle metastasi cerebrali originate dal tumore al seno. Nei modelli esaminati, l’aumento della proteina è stato associato a cambiamenti nei mitocondri, le strutture cellulari che producono energia.

In particolare, i mitocondri tendevano a frammentarsi maggiormente. Questo processo è stato collegato a una maggiore mobilità e aggressività delle cellule tumorali. Secondo l’interpretazione degli autori, il segnale interno attivato da SIRPα potrebbe quindi favorire la capacità delle cellule di spostarsi e di adattarsi a condizioni diverse da quelle del tumore originario.

La proteina sembra inoltre promuovere la produzione di fibronectina, un componente della matrice extracellulare, cioè dell’impalcatura che circonda le cellule. Nei modelli studiati, questo meccanismo avrebbe ridotto la capacità di risposta della microglia, le cellule immunitarie residenti nel cervello, creando una condizione di tolleranza locale favorevole alla sopravvivenza delle cellule tumorali.

Un risultato ancora preclinico

Nei topi, il blocco di SIRPα ha ridotto la formazione di metastasi cerebrali. Il dato indica un possibile bersaglio biologico, ma non dimostra ancora che una terapia diretta contro questa proteina sia efficace o sicura nelle persone.

Lo studio è infatti preclinico: comprende dati ottenuti da cellule umane e modelli animali, ma non documenta un beneficio clinico nei pazienti. Prima di arrivare a un eventuale trattamento sarebbero necessari ulteriori conferme indipendenti, studi di sicurezza e sperimentazioni cliniche capaci di verificare il reale vantaggio per le persone.

Il contributo della ricerca riguarda quindi soprattutto la comprensione dei meccanismi che favoriscono le metastasi cerebrali nel triplo negativo. Sapere che SIRPα può influenzare sia il comportamento delle cellule tumorali sia la risposta immunitaria del cervello offre una nuova direzione di studio, senza rappresentare una soluzione già disponibile nella pratica quotidiana.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Neuro-Oncology con il titolo Cancer-intrinsic SIRPα Signaling Triggers Mitochondrial Fission and Immune Tolerance to Promote TNBC Breast-to-Brain Metastasis. Il DOI dello studio è 10.1093/neuonc/noag202.