La spesa farmaceutica in Italia ha superato il tetto fissato di 4 miliardi di euro, costringendo il governo a intervenire con misure straordinarie. Questo fenomeno, che si è intensificato negli ultimi anni, ha portato a un incremento della spesa ospedaliera, mentre la spesa territoriale si mantiene sotto controllo. La situazione critica è attribuibile a farmaci con brevetti scaduti e a un uso inappropriato di terapie, esponendo il sistema sanitario a problematiche strutturali. I dati dell’Aifa per il 2025 rivelano una spesa totale di 21 miliardi di euro, con un disavanzo di 3,77 miliardi. Mentre la spesa convenzionata si mantiene al di sotto dei limiti, la spesa ospedaliera ha superato il 12%, evidenziando una vulnerabilità nel modello di governance della salute. Con un prontuario farmaceutico fermo ai ’90 e le disomogeneità regionali, si rende necessaria una riforma della programmazione in ambito farmaceutico. Le Regioni si trovano a fronteggiare un aumento delle cronicità e della popolazione anziana, senza adeguate risorse economiche. La recente riforma AIFA non ha risolto i deficit di programmazione, spingendo operatori del settore e politici a cercare soluzioni più efficaci. Proposte come una revisione del meccanismo di payback e l’implementazione di contratti basati sul valore sono state avanzate per contenere i costi e assicurare il finanziamento di terapie innovative. Riforme tempestive sono necessarie per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle risorse e garantire l’accesso ai migliori trattamenti per i pazienti. Un cambio di paradigma può rendere possibile non solo un miglioramento della situazione attuale, ma anche un futuro più sostenibile per il nostro sistema sanitario nazionale.
Spesa farmaceutica
Spesa farmaceutica italiana in crisi richiede riforma urgente
Criticità del sistema sanitario italiano richiedono interventi urgenti