Un passo storico per il futuro della sanità pubblica in Italia è stato compiuto con la firma, a Roma, di un protocollo d’intesa triennale tra la FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche), l’AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), il movimento Uniti per Unire (UXU) e l’UMEM (Unione Medica Euromediterranea).
Questo accordo ha come obiettivo principale il rafforzamento della qualità delle cure, garantendo percorsi trasparenti di integrazione professionale e contrastando ogni forma di esercizio in deroga, con un focus sulla sicurezza dei pazienti, soprattutto in un periodo di carenza di personale nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
La firma del protocollo avviene in un momento cruciale per la sanità italiana, in linea con le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza di investire nei giovani professionisti sanitari e nella sanità pubblica. I firmatari hanno evidenziato che il dialogo e la cooperazione interprofessionale sono fondamentali per affrontare le sfide del settore salute e valorizzare i professionisti della sanità, sia italiani che stranieri, secondo criteri di merito e legalità.
Superamento delle deroghe e reclutamento etico
Un aspetto chiave del protocollo è il superamento definitivo dei percorsi straordinari e derogatori introdotti durante la pandemia. Sebbene il decreto Cura Italia sia stato cruciale nella gestione dell’emergenza Covid-19, non può diventare un meccanismo burocratico permanente. È fondamentale evitare che migliaia di medici e infermieri restino in una condizione di precarietà normativa e professionale.
Le associazioni coinvolte mirano a promuovere un reclutamento etico, trasparente e sostenibile, che preveda il coinvolgimento diretto degli Ordini professionali e l’attivazione di percorsi di tutoraggio, orientamento e formazione continua ECM.
Appello per integrazione e diritti
Il Prof. Foad Aodi, presidente di AMSI e UMEM, ha sottolineato l’importanza strategica dell’accordo, invitando tutte le federazioni dei professionisti della sanità a seguirne l’esempio. Ha evidenziato che i professionisti stranieri rappresentano una risorsa fondamentale per il SSN, ma è necessario garantire percorsi qualificati e inclusivi, nel rispetto dei diritti e dei doveri.
Aodi ha anche ringraziato la Presidente della FNOPI, Barbara Mangiacavalli, per la sensibilità dimostrata su questo tema, e ha ribadito che dire no all’esercizio in deroga senza controlli non significa chiudere le porte, ma piuttosto difendere la qualità dell’assistenza e la dignità dei professionisti.
I dati raccolti dalle associazioni mostrano un aumento del 42% delle segnalazioni di discriminazioni e difficoltà professionali tra il personale sanitario di origine straniera. Molti di questi professionisti, pur lavorando in prima linea, si trovano in una condizione di limbo giuridico. È essenziale che la multiculturalità in sanità venga riconosciuta come una risorsa strutturale e non come una soluzione temporanea.
AMSI e Uniti per Unire fanno appello a tutti gli Albi e Ordini professionali italiani affinché seguano l’esempio della FNOPI, avviando una nuova stagione di riforme basate su pari diritti, legalità e valorizzazione delle competenze interdisciplinari.