Svegliarsi occasionalmente durante la notte per urinare è un fenomeno comune e, nella maggior parte dei casi, non indica un problema serio. Se però il bisogno di andare in bagno si presenta due o più volte ogni notte e in modo regolare, il riposo può diventare frammentato, con conseguenze sulla stanchezza e sull’energia durante il giorno. In ambito medico si parla di nicturia: non è una malattia autonoma, ma un sintomo che può avere origini diverse.
Le abitudini che possono aumentare il bisogno
Tra i fattori più semplici da correggere c’è l’assunzione abbondante di acqua o tisane nelle due ore prima di andare a letto. In questo modo la vescica si riempie proprio durante la fase di riposo. Anche caffeina e alcol possono contribuire: oltre ad avere un effetto diuretico, possono irritare la parete della vescica e stimolare una maggiore produzione di urina nelle ore notturne.
Un ruolo può averlo anche l’alimentazione. Un consumo elevato di sale favorisce la ritenzione di liquidi nelle gambe durante il giorno. Quando ci si sdraia, questi liquidi tornano nella circolazione sanguigna e vengono filtrati dai reni, aumentando la quantità di urina prodotta durante la notte.
Quando può esserci una causa di salute
Se i cambiamenti nelle abitudini non sono sufficienti, la nicturia può essere legata a condizioni fisiologiche o mediche. Con l’avanzare dell’età, l’organismo può produrre meno ormone antidiuretico durante la notte, con una conseguente maggiore formazione di urina. Negli uomini, l’ingrossamento benigno della prostata può ostacolare il completo svuotamento della vescica e rendere necessari più risvegli.
Nelle donne, invece, la vescica iperattiva e i cambiamenti ormonali associati alla menopausa possono aumentare la sensibilità dell’organo e favorire contrazioni frequenti e urgenti. Tra le altre possibili cause ci sono il diabete non controllato, che porta a eliminare attraverso le urine lo zucchero in eccesso, e l’assunzione di farmaci diuretici, soprattutto se effettuata in tarda serata.
Per provare a ridurre i risvegli, è utile concentrare la maggior parte dei liquidi nella prima parte della giornata e limitarli nelle due o tre ore prima di dormire. In caso di caviglie gonfie, tenere le gambe sollevate per un paio d’ore nel tardo pomeriggio o alla sera può favorire l’eliminazione dei liquidi prima di coricarsi. Può essere utile anche il doppio svuotamento: urinare circa venti minuti prima di andare a letto e poi ancora subito prima di spegnere la luce.
È opportuno parlarne con il medico se il disturbo compare improvvisamente o compromette le attività quotidiane. La valutazione è particolarmente importante in presenza di bruciore o dolore durante la minzione, sangue nelle urine, febbre o sete eccessiva durante il giorno. Un esame delle urine o un diario minzionale possono aiutare a individuare la causa e a scegliere il percorso più adatto.