La sporgenza che può comparire tra collo e spalle con il passare degli anni non ha un’unica definizione medica. Dietro un aspetto simile possono infatti esserci condizioni diverse, che richiedono valutazioni e trattamenti differenti. Il primo passaggio consiste nel capire se si tratta di una modifica della curvatura della colonna oppure di un accumulo di tessuto adiposo.
Nel primo caso si parla di ipercifosi toracica, cioè dell’accentuazione della normale curva a C della colonna nella parte dorsale. Nel secondo può essere presente un cuscinetto adiposo dorsocervicale, un deposito di grasso nella zona di passaggio tra collo e schiena che non dipende dalla forma delle vertebre. Tra le possibili cause ci sono obesità, uso prolungato di cortisonici, eccessiva produzione di cortisolo, alcune lipodistrofie e determinati trattamenti per l’HIV.
Un rigonfiamento comparso senza una spiegazione evidente merita quindi una valutazione medica e non dovrebbe essere considerato soltanto un problema estetico. La cifosi tende ad aumentare con l’età in entrambi i sessi. A contribuire possono essere la postura, la debolezza dei muscoli estensori del dorso e la degenerazione dei dischi intervertebrali, ma anche le fratture vertebrali da fragilità.
Il legame con menopausa e osteoporosi
Le fratture possono modificare in modo permanente la forma della colonna. Dopo la menopausa, la carenza di estrogeni accelera la perdita di massa ossea e rende l’osteoporosi più frequente nelle donne. Una vertebra indebolita può cedere anche in assenza di un trauma riconoscibile e, in alcuni casi, senza dolore acuto. Se il fenomeno interessa più vertebre, la parte anteriore della colonna perde altezza e la curva dorsale si accentua.
Per questo una prominenza dorsale associata alla fragilità vertebrale si osserva spesso nelle donne oltre i 60-70 anni. Tuttavia, l’ipercifosi non è sinonimo di osteoporosi: una curvatura accentuata può essere presente anche in persone con densità ossea nella norma. Allo stesso modo, non ogni sporgenza nella zona tra collo e schiena è dovuta a una deformità della colonna.
Quando l’ipercifosi è già presente, programmi strutturati di rinforzo della muscolatura dorsale e fisioterapia mirata possono ridurre modestamente la curvatura e migliorare in misura limitata la qualità di vita. Le prove che l’esercizio impedisca la comparsa del problema nella popolazione generale sono invece più deboli. In presenza di osteoporosi o di un rischio elevato di fratture, le linee guida indicano esercizi con carico e rinforzo muscolare, un apporto adeguato di calcio, preferibilmente attraverso l’alimentazione, e vitamina D quando esiste una carenza documentata.
Queste misure sostengono la salute delle ossa, ma non sostituiscono i farmaci quando il rischio di frattura è alto. In caso di osteoporosi diagnosticata, medicinali come i bisfosfonati riducono il rischio di fratture vertebrali e possono limitare un ulteriore peggioramento della curvatura, senza però correggere una deformità già consolidata.
Quando è necessaria una valutazione
È opportuno rivolgersi a un medico se il rigonfiamento è nuovo o cambia rapidamente. Richiedono particolare attenzione il dolore dorsale acuto, una perdita di statura di almeno quattro centimetri rispetto agli anni precedenti, una terapia prolungata con cortisonici o un rischio noto di osteoporosi. In queste situazioni può essere indicata una valutazione strumentale per escludere fratture vertebrali, che talvolta si presentano anche senza dolore evidente.
La forma osservata allo specchio non consente da sola di stabilire l’origine del problema. Prima di intervenire, è quindi importante distinguere tra curvatura della colonna, fragilità ossea e accumulo adiposo, così da orientare correttamente controlli e trattamenti.