Alzarsi rapidamente dal letto o dalla sedia può provocare per alcuni secondi testa leggera, instabilità e vista offuscata. Una delle cause più comuni è l’ipotensione ortostatica, cioè un temporaneo calo della pressione arteriosa che si verifica quando si passa dalla posizione sdraiata o seduta a quella in piedi. Il disturbo, però, può avere anche altre origini e va approfondito se compare spesso, dura a lungo o è particolarmente intenso.
Quando ci si mette in piedi, la gravità favorisce lo spostamento di una parte del sangue verso le gambe. Per qualche istante al cuore e al cervello può arrivare una quantità di sangue leggermente inferiore. L’organismo reagisce aumentando la frequenza dei battiti e restringendo i vasi sanguigni. Se l’adattamento non è abbastanza rapido, possono comparire debolezza, capogiro o instabilità. Il fenomeno è più frequente in chi ha una pressione naturalmente bassa.
Per ridurre il rischio è utile non alzarsi bruscamente, soprattutto dal letto: ci si può sedere e attendere qualche secondo, anche un minuto se necessario, prima di mettersi in piedi. Fermarsi prima di iniziare a camminare è una precauzione importante, perché un calo più marcato può causare una perdita di equilibrio e una caduta, soprattutto nelle persone anziane o fragili.
Le possibili cause del disturbo
La sensazione di instabilità non dipende sempre dalla pressione. Tra i fattori possibili ci sono alterazioni della colonna cervicale, che con l’età può andare incontro a modificazioni artrosiche, e problemi dell’orecchio interno. In questi casi può prevalere uno sbandamento, descritto talvolta come la sensazione di camminare sul cotone, più che una vera vertigine. La gestione dipende dall’intensità dei sintomi e dalla valutazione dello specialista.
Nell’orecchio interno si trova il sistema vestibolare, fondamentale per l’equilibrio. Al suo interno ci sono gli otoliti, piccoli cristalli che aiutano il cervello a riconoscere i movimenti e la posizione della testa. Se si spostano dalla loro sede possono provocare una vertigine improvvisa e intensa, soprattutto con determinati movimenti: è il quadro della vertigine parossistica posizionale benigna, che può essere trattata dall’otorinolaringoiatra con manovre di riposizionamento.
Capogiri e debolezza possono comparire anche dopo un pasto abbondante. Una maggiore quantità di sangue viene indirizzata all’apparato digerente e, nelle persone predisposte, l’organismo può non riuscire a compensare adeguatamente la redistribuzione del flusso. Si parla in questo caso di ipotensione postprandiale.
Quando è necessario chiedere aiuto
Se il sintomo compare solo occasionalmente, dura pochi secondi ed è legato a un cambio di posizione già noto, nella maggior parte dei casi non è preoccupante. È invece opportuno parlarne con il medico quando è nuovo, si ripete frequentemente, compare senza una causa evidente o si presenta in modo diverso dal solito. In base ai sintomi possono essere indicati una valutazione cardiologica, otorinolaringoiatrica o ortopedica.
Serve una valutazione tempestiva quando la vertigine compare per la prima volta ed è molto intensa, soprattutto se associata a difficoltà a parlare, problemi a camminare, debolezza o formicolio a un lato del corpo, vista doppia o offuscata e mal di testa improvviso e molto intenso. Nausea e forte debolezza possono accompagnare una vertigine importante, ma un cambiamento netto rispetto agli episodi abituali merita attenzione.
Anche i farmaci possono favorire capogiri e cali pressori, in particolare all’inizio di una terapia, dopo una modifica del dosaggio o quando vengono associati più medicinali. Alcuni antipertensivi e farmaci per l’ipertrofia prostatica benigna possono potenziare reciprocamente l’effetto sulla pressione. È quindi importante controllare i valori e comunicare al medico tutti i medicinali assunti, senza modificare autonomamente la terapia.