Salute ossea

Perdita di altezza: quando preoccuparsi oltre l’età

Scopri quando la perdita di altezza può indicare problemi di salute.

Perdita di altezza: quando preoccuparsi oltre l’età

La perdita di altezza è un fenomeno che può sorprendere, soprattutto quando ci si accorge di aver perso un centimetro rispetto a vent’anni. È importante sapere che il nostro corpo subisce modificazioni anatomiche nel corso degli anni. Tra i venti e i settant’anni, è normale perdere circa uno o due centimetri di statura. Questo cambiamento è principalmente dovuto alle variazioni nei dischi intervertebrali, i cuscinetti gelatinosi tra le vertebre che ammortizzano le sollecitazioni quotidiane. Con il tempo, questi dischi perdono acqua e flessibilità, riducendo il loro spessore e compattando la colonna vertebrale. Si tratta di un processo lento e generalmente privo di conseguenze negative, legato all’evoluzione naturale dei tessuti.

Le cose cambiano quando la riduzione di altezza diventa significativa o avviene in tempi brevi. Una perdita superiore ai tre o quattro centimetri rispetto alla giovinezza, o un calo di oltre due centimetri in pochi anni, non è da considerarsi un semplice effetto dell’invecchiamento. In questi casi, il principale sospetto diagnostico è l’osteoporosi, una condizione che rende il tessuto osseo più poroso e fragile, aumentando il rischio di lesioni. Quando le ossa perdono densità minerale, le vertebre possono subire fratture da compressione anche con movimenti banali, come sollevare una borsa o chinarsi. Spesso, le persone non avvertono dolore acuto e notano il cambiamento solo perché gli abiti vestono in modo diverso o perché la parte alta della schiena tende a curvarsi in avanti.

Come mantenere la salute delle ossa

È possibile adottare misure per rallentare la perdita di altezza e mantenere forte la colonna vertebrale. La protezione dello scheletro si costruisce attraverso abitudini quotidiane che stimolano il rinnovo del tessuto osseo e rafforzano la muscolatura di sostegno. L’attività fisica con carico naturale, come camminare a passo sostenuto, salire le scale o fare esercizi a corpo libero, invia sollecitazioni meccaniche alle ossa, spingendole a trattenere i minerali. Inoltre, un lavoro costante sui muscoli del busto e dell’addome crea un corsetto anatomico che scarica la pressione sulle vertebre. È fondamentale anche garantire un apporto adeguato di calcio attraverso alimenti come latticini, acque minerali calciche, frutta secca e verdure a foglia scura. La vitamina D è altrettanto importante, poiché si sintetizza principalmente con l’esposizione al sole e si raccomanda l’integrazione quando i livelli nel sangue risultano carenti.

Quando consultare un medico

Misurare la propria altezza durante i controlli periodici è un’abitudine utile, specialmente dopo i cinquant’anni. Se si nota una perdita di centimetri in modo rapido o si avverte un fastidio persistente lungo la colonna, è consigliabile parlarne con il proprio medico. Un esame semplice come la MOC (mineralometria ossea computerizzata) consente di misurare con precisione la densità ossea. In caso di calo significativo dell’altezza, le linee guida raccomandano anche una radiografia della colonna vertebrale per individuare eventuali fratture silenti. Riconoscere precocemente questi segnali permette di impostare un piano di prevenzione mirato, preservando la qualità del movimento e l’indipendenza in ogni fase della vita.