Salute pubblica

Integratori, cosa dice la scienza su benefici e rischi

Multivitaminici, vitamine e minerali non hanno tutti lo stesso effetto: contano obiettivo, condizioni individuali e dosaggi.

Integratori, cosa dice la scienza su benefici e rischi

Gli integratori alimentari non possono essere giudicati come un insieme indistinto. La loro utilità dipende dall’obiettivo e dalle condizioni di partenza: correggere una carenza accertata è diverso dall’assumere vitamine nella speranza di prevenire malattie quando si è in buona salute.

Negli adulti non in gravidanza e senza carenze nutrizionali note, le prove disponibili non permettono di stabilire con certezza il rapporto tra benefici e rischi dei multivitaminici nella prevenzione di tumori e malattie cardiovascolari. Alcune ricerche indicano una possibile riduzione contenuta dell’incidenza complessiva dei tumori, ma i limiti degli studi non consentono di trasformare questo risultato in una raccomandazione valida per tutti.

Le sostanze che non offrono una protezione generale

Per la vitamina E, gli studi non mostrano benefici nella prevenzione di tumori o patologie cardiovascolari. La sostanza non è raccomandata a questo scopo e in due sperimentazioni è stato osservato un aumento degli ictus emorragici. Gli omega-3, invece, sembrano avere poco o nessun effetto sulla mortalità complessiva e sugli eventi cardiovascolari, anche se potrebbero offrire piccoli vantaggi per alcuni esiti legati alle coronarie.

Anche la vitamina D richiede prudenza. L’Endocrine Society suggerisce agli adulti sani con meno di 75 anni di non assumerla abitualmente oltre gli apporti nutrizionali raccomandati per prevenire malattie. Dai 75 anni in poi, la supplementazione viene invece indicata per un possibile beneficio sulla mortalità. Particolare attenzione va riservata al betacarotene ad alto dosaggio: 20-50 milligrammi al giorno possono aumentare il rischio di tumore del polmone, soprattutto nei fumatori e nelle persone esposte professionalmente all’amianto. Il rischio riguarda gli integratori studiati, non gli alimenti ricchi di carotenoidi.

Raffreddore e crampi: risultati limitati

La vitamina C assunta regolarmente non riduce in modo rilevante la probabilità di sviluppare un raffreddore nella popolazione generale. Può però accorciare la durata dei sintomi in media dell’8% negli adulti e del 14% nei bambini: su un episodio comune significa meno di una giornata di malessere. Il vantaggio non è stato osservato quando l’assunzione comincia soltanto alla comparsa dei sintomi.

Il magnesio, spesso scelto contro i crampi notturni, non riduce in modo clinicamente significativo la frequenza dei disturbi negli anziani senza una causa medica nota. Dopo quattro settimane, la differenza rispetto al placebo è risultata inferiore a un quinto di crampo alla settimana. I dati restano incerti per le donne in gravidanza e per chi pratica attività sportiva.

Questo non significa che gli integratori siano sempre inutili. L’acido folico rappresenta uno degli esempi più solidi di supplementazione preventiva efficace: assunto prima del concepimento e nei primi mesi di gravidanza, riduce il rischio di difetti del tubo neurale. Le linee guida statunitensi indicano 400-800 microgrammi al giorno, iniziando almeno un mese prima della gravidanza e proseguendo nei primi due o tre mesi. Per le persone con rischi più elevati, il dosaggio deve essere definito dal medico.

La scelta, quindi, non dovrebbe basarsi su categorie assolute. Un prodotto che non offre vantaggi dimostrati a un adulto sano può essere utile per trattare una carenza reale o per proteggere la salute delle ossa quando è stato prescritto. Prima di iniziare o interrompere una supplementazione è importante chiarire quale obiettivo si vuole raggiungere e valutare il consiglio di un professionista.