Dopo i 60 anni può capitare che i valori della pressione arteriosa tendano a salire. In questi casi, alle terapie prescritte dal medico possono affiancarsi alcune abitudini quotidiane utili per la salute cardiovascolare. Tra le scelte alimentari indicate dal testo rientra la frutta secca a guscio non salata: noci, mandorle, nocciole e pistacchi possono essere consumati in piccole quantità all’interno di un’alimentazione equilibrata e orientata alla prevenzione.
Il possibile ruolo di questi alimenti è legato alla loro composizione. La frutta secca contiene infatti potassio e magnesio, minerali che contribuiscono al rilassamento delle pareti dei vasi sanguigni. Il potassio favorisce inoltre l’eliminazione del sodio in eccesso attraverso i reni, contrastando uno degli effetti associati a un consumo elevato di sale. Noci e mandorle apportano anche L-arginina, un amminoacido utilizzato dall’organismo per produrre ossido nitrico, sostanza che contribuisce alla dilatazione dei vasi e può facilitare il flusso del sangue.
La scelta senza sale aggiunto
Un elemento considerato centrale è l’assenza di sodio aggiunto. Arachidi, anacardi o altri prodotti salati possono infatti aumentare l’apporto di sale, che favorisce la ritenzione dei liquidi e può peggiorare il controllo dell’ipertensione. La versione al naturale permette invece di assumere grassi insaturi senza aggiungere il sodio presente nelle varianti salate. Questi nutrienti contribuiscono alla protezione delle arterie e al mantenimento della loro elasticità, un aspetto rilevante con l’avanzare dell’età.
La quantità indicata nel testo è di circa 30 grammi al giorno, equivalenti a una piccola manciata. Le varietà possono essere alternate: le noci sono associate alla presenza di acidi grassi omega-3 di origine vegetale, mentre le mandorle forniscono vitamina E. Anche nocciole e pistacchi possono rientrare nella scelta, purché non siano salati. La porzione può essere aggiunta allo yogurt, utilizzata per arricchire un primo piatto o un’insalata oppure consumata come spuntino al posto di prodotti confezionati.
Un aiuto che non sostituisce le cure
L’inserimento della frutta secca nella dieta non autorizza a interrompere o modificare i farmaci prescritti per l’ipertensione. Il suo consumo va considerato come un possibile supporto nutrizionale all’interno di una strategia più ampia. Un’alimentazione ricca di cibi vegetali e povera di sodio, insieme all’attività fisica regolare e alla corretta aderenza alle terapie, può contribuire a mantenere più stabili i valori pressori nel tempo. Per ogni modifica alla dieta o al trattamento resta necessario fare riferimento al proprio medico.