Ricerca clinica

Disturbi mentali gravi, più demenza e ictus già da giovani

Quasi 700 mila cartelle rilevano un’associazione, senza dimostrare un nesso causale

Disturbi mentali gravi, più demenza e ictus già da giovani

Demenza e ictus vengono associati soprattutto all’età avanzata, ma la salute del cervello e dei vasi sanguigni si costruisce nel corso di tutta la vita. Una nuova analisi richiama l’attenzione sulla possibile maggiore frequenza di questi problemi tra le persone con gravi disturbi mentali, anche nelle fasce adulte più giovani.

I ricercatori hanno esaminato quasi 700 mila cartelle cliniche del sistema sanitario pubblico, confrontando adulti che avevano ricevuto nel corso della vita una diagnosi di schizofrenia, disturbo bipolare o depressione maggiore con persone senza diagnosi psichiatriche. L’obiettivo era verificare se questi disturbi fossero associati a una maggiore frequenza di demenza e di ictus ischemico, provocato dall’ostruzione di un vaso sanguigno.

Lo studio è di tipo trasversale: offre quindi una fotografia della popolazione in un determinato periodo, senza seguire i partecipanti nel tempo. Per rendere più attendibile il confronto, gli autori hanno considerato anche fattori come la condizione socioeconomica e il peso complessivo di altre malattie.

Le differenze nelle fasce d’età

Nel campione, demenza e ictus ischemico risultavano più frequenti tra le persone con una diagnosi di disturbo mentale grave rispetto ai controlli. L’associazione emergeva in tutte le fasce d’età adulte considerate, ma con differenze particolarmente evidenti in alcuni gruppi.

Per la demenza, il divario appariva più marcato tra i più giovani, soprattutto nella fascia tra i 30 e i 39 anni. Nel caso dell’ictus ischemico, l’associazione restava elevata anche nelle età più avanzate e raggiungeva il picco relativo tra i 40 e i 49 anni. Lo schema era sostanzialmente simile nei diversi sottotipi di disturbo mentale analizzati.

I risultati non significano che una persona con una malattia psichiatrica svilupperà necessariamente demenza o ictus. Il dato suggerisce piuttosto che salute mentale e salute fisica devono essere considerate insieme. In presenza di disturbi mentali gravi possono essere più comuni fattori che incidono anche sul sistema cardiovascolare e sul cervello, tra cui fumo, sedentarietà, sonno disturbato, stress cronico, difficoltà di accesso alle cure o possibili effetti collaterali di alcuni trattamenti.

Un’associazione, non una prova di causa

Lo studio non dimostra che i disturbi mentali gravi causino direttamente demenza o ictus. I dati mostrano una associazione e non consentono di stabilire quale condizione compaia per prima nei singoli casi. Inoltre, l’analisi si basa su registri sanitari e dipende quindi dalla qualità delle diagnosi riportate nelle cartelle cliniche.

Un ulteriore limite è legato alla natura trasversale della ricerca, che non permette di misurare con precisione il rischio futuro individuale. Per questo i risultati non bastano a modificare le raccomandazioni generali né a chiarire definitivamente cause e meccanismi.

Il messaggio pratico riguarda soprattutto la prevenzione. Nelle persone con una fragilità psichiatrica importante può essere utile prestare attenzione, anche precocemente, a pressione, glicemia, colesterolo, peso, attività fisica e qualità del sonno. La fonte scientifica è il lavoro “Age-stratified associations between severe mental illness, dementia, and ischemic stroke: findings from the PADRIS-PRESTO cohort”, pubblicato su European neuropsychopharmacology, DOI 10.1016/j.euroneuro.2026.112850.