Prevenzione cardiovascolare

Colesterolo alto, come leggere i valori e proteggere il cuore

Dagli esami alle terapie: cosa indicano LDL, HDL e trigliceridi e quando serve rivolgersi al medico

Colesterolo alto, come leggere i valori e proteggere il cuore

Il colesterolo è indispensabile per l’organismo, ma quando circola nel sangue in quantità eccessive può favorire l’aterosclerosi e aumentare il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari. L’ipercolesterolemia, però, è spesso silenziosa: può restare a lungo senza sintomi mentre i depositi si accumulano nelle pareti delle arterie. Per questo i controlli periodici e la valutazione complessiva del rischio sono fondamentali.

«Il colesterolo è una sostanza lipidica presente in tutte le cellule», spiega Giuseppe Musumeci, direttore di Cardiologia all’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. Viene prodotto soprattutto dal fegato, ma una parte arriva dall’alimentazione. Serve a costruire le membrane cellulari, produrre alcuni ormoni e partecipare alla sintesi della vitamina D e degli acidi biliari. Il problema riguarda soprattutto le LDL, le lipoproteine che trasportano il colesterolo ai tessuti e che, se presenti in eccesso, possono contribuire alla formazione delle placche.

Quali valori controllare

Il profilo lipidico si esegue con un prelievo di sangue e comprende colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi. Un valore di colesterolo totale inferiore a 190 mg/dL è generalmente desiderabile negli adulti senza condizioni particolari, ma non basta per definire il rischio. Gli obiettivi dell’LDL cambiano in base alla situazione individuale: indicativamente, sono inferiori a 116 mg/dL per chi è a basso rischio, a 100 per il rischio moderato, a 70 per quello alto e a 55 mg/dL per il rischio molto alto.

Un LDL pari o superiore a 190 mg/dL richiede una valutazione medica approfondita, anche per escludere una forma familiare. L’HDL viene considerato basso sotto circa 40 mg/dL negli uomini e 50 nelle donne, ma un valore elevato non annulla i rischi associati a un LDL alto. I trigliceridi sono generalmente desiderabili sotto 150 mg/dL a digiuno. Può essere utile misurare almeno una volta nella vita anche la lipoproteina(a), un fattore di rischio in larga parte determinato dalla genetica.

Il calcolo dell’LDL può essere effettuato con la formula di Friedewald: colesterolo totale meno HDL meno trigliceridi divisi per cinque. Si tratta di una stima, meno affidabile quando i trigliceridi sono elevati e non utilizzabile quando raggiungono o superano 400 mg/dL. La frequenza dei controlli deve essere personalizzata: chi ha diabete, assume farmaci o ha già avuto eventi cardiovascolari necessita in genere di un monitoraggio più ravvicinato.

Alimentazione, movimento e terapie

Le cause dei valori elevati possono includere alimentazione ricca di grassi saturi, sedentarietà, sovrappeso, fumo, alcune malattie, farmaci e predisposizione ereditaria. La dieta mediterranea, con verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce, frutta secca e olio extravergine d’oliva, aiuta a migliorare il profilo lipidico. È utile limitare il consumo frequente di burro, panna, carni grasse, salumi, prodotti ultraprocessati, dolci e bevande zuccherate. Anche l’attività fisica regolare, fino a 150 minuti settimanali di movimento moderato quando compatibile con le proprie condizioni, contribuisce alla prevenzione.

Quando il rischio è elevato o l’LDL resta sopra l’obiettivo, lo stile di vita può non essere sufficiente. Le statine sono il trattamento di riferimento; in base alla risposta e alle caratteristiche del paziente possono essere associati ezetimibe, inibitori di PCSK9 o inclisiran. Quest’ultimo è un farmaco iniettivo, non un vaccino, somministrato dopo una prima fase a intervalli semestrali. Le statine possono causare disturbi muscolari in alcune persone, ma non vanno sospese autonomamente: il medico può modificare dose, molecola o terapia.

Il riso rosso fermentato e altri prodotti naturali non sono automaticamente innocui. La monacolina K ha un’attività simile a quella di una statina e può causare effetti indesiderati o interazioni. In presenza di valori molto elevati, di una forma familiare o di un rischio cardiovascolare importante, è quindi necessario rivolgersi al medico e non sostituire una cura efficace con rimedi non adeguatamente dimostrati.