Pratiche a confronto

Yoga e Pilates: quale disciplina scegliere in base agli obiettivi

Benefici, differenze e indicazioni di Denise Dellagiacoma per orientarsi tra movimento, respiro e rilassamento.

Yoga e Pilates: quale disciplina scegliere in base agli obiettivi

Yoga e Pilates condividono l’attenzione al respiro, al movimento consapevole e al benessere psicofisico, ma hanno origini e obiettivi differenti. Lo yoga nasce in India circa 5.000 anni fa e il termine, in sanscrito, indica l’unione tra corpo, mente e spirito. Il Pilates fu invece sviluppato da Joseph Hubertus Pilates nei primi decenni del Novecento con l’obiettivo di rafforzare il corpo e mantenere in salute il sistema muscoloscheletrico.

A mettere a confronto le due discipline è Denise Dellagiacoma, insegnante di entrambe. La sua formazione è iniziata con un corso di 200 ore per diventare insegnante di yoga a Malta, durante il quale ha approfondito soprattutto il Power Yoga, caratterizzato da sequenze dinamiche e fluide. In seguito, dopo una prima esperienza con il Pilates, ha scelto di specializzarsi anche in questa pratica.

Le differenze tra yoga e Pilates

Secondo Dellagiacoma, lo yoga non è soltanto una ginnastica, ma comprende anche uno stile di vita e principi etici. Tra questi c’è Ahimsa, il principio della non violenza verso se stessi e gli altri. La pratica può includere asana, meditazione guidata, visualizzazioni, mudra e mantra, con l’obiettivo di lavorare sia sul corpo fisico sia sulla dimensione energetica.

Il Pilates si concentra invece sulla connessione tra respiro e movimento, sulla precisione delle sequenze e sul controllo muscolare. Nel matwork, cioè negli esercizi a corpo libero, l’attenzione alla tecnica può contribuire a sviluppare forza, resistenza e flessibilità. La docente sottolinea però che non si tratta di una disciplina limitata all’aspetto fisico: la concentrazione sul respiro aiuta a ridurre il carico dei pensieri e a mantenere l’attenzione sul momento presente.

Le due pratiche possono quindi essere considerate complementari. Il Pilates viene indicato dall’insegnante soprattutto a chi cerca un lavoro sulla postura, sulle asimmetrie muscolo-scheletriche e sulla mobilità della colonna, anche in presenza di fastidi legati a molte ore trascorse al computer. Esercizi come Roll Up e Roll Down coinvolgono il core, cioè la muscolatura addominale, pelvica e dorsale.

Lo yoga può essere invece una scelta adatta a chi conduce una vita frenetica e desidera inserire nella pratica momenti di meditazione e rilassamento. Dellagiacoma consiglia di non trascurare i due minuti iniziali dedicati alla connessione con il respiro e i dieci minuti finali di rilassamento guidato.

Le posizioni condivise

Alcuni esercizi sono presenti, con modalità diverse, in entrambe le discipline. La posizione della Barca del Pilates ricorda Navasana nello yoga e coinvolge addome e flessori dell’anca. Anche il Plank del Pilates è simile a Phalakasana e contribuisce a rafforzare il core in modo isometrico, sostenendo stabilità e postura.

Tra gli altri esempi ci sono il Roll Over, che mobilizza la schiena gradualmente, e il Cane a testa in giù, chiamato Piramide nel Pilates, utile per allungare la muscolatura dorsale e la parte posteriore delle cosce. Nel complesso, la scelta dipende dagli obiettivi individuali e dal tempo disponibile, mentre la combinazione delle due pratiche può offrire stimoli differenti.

Il testo ricorda infine il Kalemana Festival, in programma il 12 e 13 settembre a Punta Marina di Ravenna. L’evento dedicato al benessere propone oltre 40 attività, tra lezioni di yoga, fitness, danza, breathwork, sound therapy, arteterapia e ceramica, oltre a concerti e dj set.