Benessere addominale

Respirare con il diaframma può aiutare digestione e gonfiore

Una pratica semplice favorisce rilassamento e mobilità intestinale, ma non sostituisce il parere medico.

Respirare con il diaframma può aiutare digestione e gonfiore

Quando si parla di digestione e forma dell’addome, l’attenzione si concentra di solito su alimentazione e attività fisica. Esiste però un altro elemento coinvolto in entrambi i processi: il diaframma, il muscolo a forma di cupola che separa il torace dalla cavità addominale e rappresenta il principale motore della respirazione. Il suo movimento quotidiano può influire sulla meccanica degli organi interni e sulla tensione della parete addominale.

Durante una respirazione profonda, il diaframma si abbassa verso gli organi dell’addome. Questo movimento produce una pressione ritmica e delicata su stomaco, fegato e intestino, contribuendo alla loro mobilità e al transito del contenuto intestinale. Per questo motivo, una respirazione corretta può essere di supporto in caso di digestione lenta o stitichezza. Il movimento del muscolo contribuisce inoltre al lavoro dello sfintere esofageo inferiore, la valvola che limita la risalita degli acidi e che ha un ruolo nel riflusso gastroesofageo.

Respirazione e gonfiore addominale

Il volume dell’addome può cambiare sensibilmente nel corso della giornata. In diversi casi, l’aumento del girovita non dipende da un accumulo di grasso, ma dalla presenza di gas e dalla tensione muscolare. Una respirazione superficiale, concentrata soprattutto nella parte alta del torace, è associata alla risposta dell’organismo allo stress. Questa condizione può interferire con la motilità intestinale, favorire il ristagno dei gas e mantenere contratta la muscolatura addominale.

Al contrario, una respirazione lenta e profonda favorisce l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico attraverso il nervo vago. Il risultato può essere un maggiore rilassamento della parete addominale e una migliore canalizzazione dei gas intestinali. La riduzione dello stress legata a questa pratica contribuisce inoltre, nel tempo, a modulare la produzione di cortisolo, l’ormone associato all’accumulo di grasso viscerale.

Come eseguire l’esercizio

La respirazione diaframmatica può essere praticata per pochi minuti ogni giorno, anche quando si avverte tensione o dopo i pasti. Si può iniziare sdraiandosi su una superficie comoda, con le ginocchia piegate, oppure sedendosi con la schiena dritta. Una mano va appoggiata sul petto e l’altra sull’addome, poco sopra l’ombelico.

A questo punto si inspira lentamente dal naso per circa quattro secondi, cercando di far sollevare soprattutto la mano sull’addome, mentre quella sul petto resta ferma. Poi si espira dalla bocca per cinque o sei secondi, lasciando che la pancia rientri senza forzarla. La sequenza può essere ripetuta per cinque minuti prima dei pasti, per preparare l’apparato digerente, oppure la sera, quando può favorire il rilassamento e una migliore qualità del sonno.

Questa tecnica rappresenta uno strumento accessibile per il benessere quotidiano, ma non sostituisce una valutazione sanitaria in presenza di sintomi persistenti. È importante rivolgersi al medico di medicina generale se compaiono dolore addominale intenso, perdita di peso non spiegata, difficoltà nella deglutizione o cambiamenti improvvisi del transito intestinale.