Il Pilates continua a evolversi e si arricchisce di proposte che combinano il lavoro corporeo tradizionale con nuove tecnologie. Tra queste c’è Pilates25’, un progetto ideato da Federico Servadio, imprenditore milanese e fondatore del metodo Urban Fitness, presente con palestre in diverse città italiane.
La proposta abbina gli esercizi del Pilates classico, orientati soprattutto al controllo del corpo e al miglioramento della postura, alla stimolazione elettrica dei muscoli, o EMS. L’obiettivo dichiarato è concentrare in una sessione di 25 minuti un lavoro muscolare più intenso rispetto a quello di una lezione tradizionale. Il funzionamento e le indicazioni del metodo sono stati illustrati da Andrea Terrenzio, personal trainer coinvolto anche nella formazione degli insegnanti.
Come si svolge la seduta
Durante l’allenamento si indossa una tuta dotata di placche che trasmettono impulsi elettrici ai muscoli. Gli esercizi vengono scelti e guidati da un personal trainer, con l’intento di coinvolgere anche fasce muscolari profonde e adiacenti. Secondo Terrenzio, l’EMS consentirebbe di attivare una quota maggiore di fibre muscolari rispetto a un allenamento senza elettrostimolazione, fino all’80-85 per cento. La seduta viene quindi descritta come particolarmente impegnativa e, per questo, il metodo prevede non più di due sessioni alla settimana, della durata massima indicata di 25 minuti.
L’intensità degli impulsi non è uguale per tutti. In linea generale, spiega il trainer, l’attenzione si concentra su addome, zona dorsale e soprattutto area lombare. Possono essere coinvolti anche glutei e quadricipiti, gruppi muscolari più voluminosi. La regolazione della stimolazione e la scelta degli esercizi dovrebbero comunque tenere conto delle caratteristiche individuali, con la presenza costante di un istruttore qualificato.
Benefici indicati e controindicazioni
Tra gli effetti riferiti dopo la seduta vengono indicati una sensazione di benessere psicologico e un miglioramento della postura. Terrenzio riferisce inoltre che alcune persone con mal di schiena, lombalgia o sciatalgia dichiarano di avvertire benefici al termine dell’attività. Il lavoro muscolare richiede però un periodo di recupero: secondo le indicazioni fornite, possono servire 24-48 ore.
I primi cambiamenti, sempre secondo il formatore, possono essere osservati dopo 8-10 sedute, soprattutto sul piano posturale e della tonicità muscolare. Come per ogni attività fisica, la continuità è considerata essenziale: interrompendo gli allenamenti, i risultati tendono a ridursi. Dopo una fase iniziale con due appuntamenti settimanali, il mantenimento può prevedere sedute più distanziate.
Il programma viene indicato per persone tra i 18 e i 65 anni, ma non è adatto a tutti. È sconsigliato in gravidanza, in presenza di epilessia o di problemi cardiaci. Prima di iniziare vengono richiesti anamnesi, consenso informato e certificato medico non agonistico. Per gli insegnanti, il progetto ricerca preferibilmente laureati in scienze motorie, con una formazione specifica sul Pilates reformer e sulle possibili problematiche legate all’attività.