Alterazioni del ciclo, vampate di calore e stanchezza possono convivere con sbalzi d’umore, ansia, difficoltà di concentrazione, piccoli vuoti di memoria e disturbi del sonno. In alcuni casi cambiano anche il rapporto con il proprio corpo e il desiderio sessuale. Proprio perché i sintomi possono essere scambiati per stress o problemi legati al lavoro, molte donne arrivano a questa fase senza avere informazioni sufficienti.
Il peso del giudizio sociale
Secondo Marcuzzi, parlare di perimenopausa non significa arrendersi, ma riconoscere ciò che sta accadendo e vivere ogni fase dell’esistenza senza nascondersi. La difficoltà, infatti, non dipende soltanto dai mutamenti fisici: può pesare anche il timore di non essere più considerate attraenti, efficienti o all’altezza degli standard centrati sulla giovinezza.
La condivisione di un’esperienza personale da parte di una figura nota può contribuire a ridurre il senso di colpa e a normalizzare un passaggio che riguarda molte donne. La fine dell’età fertile, sottolinea il testo, non coincide con la fine della femminilità, della sensualità o della vita professionale. Accettare il cambiamento può diventare un modo per affrontarlo con maggiore consapevolezza.
Su questo aspetto interviene Gianluca Castelnuovo, ordinario di Psicologia clinica dell’Università Cattolica di Milano e direttore del servizio di Psicologia clinica dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano. Lo psicologo osserva che gli esseri umani faticano spesso ad accettare le trasformazioni e possono provare nostalgia per la fase precedente. Nel caso di Marcuzzi, il cambiamento del corpo si confronta con un percorso professionale già soddisfacente e con un’immagine pubblica molto esposta.
Corpo e mente non cambiano sempre insieme
Il passaggio può essere reso più complesso dal fatto che la mente non si adatta necessariamente alla stessa velocità del corpo. L’immagine che una persona conserva di sé può restare legata al passato, mentre le trasformazioni fisiche proseguono. Lo scarto può alimentare insicurezze e problemi di autostima, soprattutto quando si percepisce che l’ambiente circostante non accetta quei cambiamenti.
Per Castelnuovo, la risposta consiste nell’accettare che la vita sia un’evoluzione continua e nell’imparare ad adattarsi. La perimenopausa non viene quindi descritta come un declino, ma come una fase da comprendere e affrontare con strumenti adeguati. Tra le possibilità di sostegno vengono citati il confronto con i professionisti, le terapie ormonali sostitutive, gli integratori e l’attenzione all’alimentazione e allo stile di vita.