I fiori commestibili, o eduli, sono sempre più presenti nella cucina quotidiana, non soltanto nei ristoranti gourmet. Secondo il CREA ne esistono circa 400 specie con interessanti proprietà nutrizionali. Una ricerca di Assofloro, realizzata con le università di Napoli, Milano e Verona e con Coldiretti, indica inoltre che una persona su quattro in Italia li ha già acquistati o assaggiati. La tendenza ha favorito anche la nascita dei flower sommelier, figure specializzate nel valorizzarne caratteristiche e abbinamenti.
La loro diffusione viene collegata dalla biologa nutrizionista Federica Patrinicola alla crescente attenzione per un’alimentazione plant-based e a pratiche come mindful eating e intuitive eating. Il colore e l’aspetto dei fiori possono contribuire alla cosiddetta sazietà sensoriale, aumentando il senso di appagamento senza aggiungere necessariamente calorie. Le tonalità calde, come giallo, arancione e rosso, evocano energia e vitalità; quelle fredde, come blu e viola, sono invece associate a una sensazione di relax.
Quali scegliere e come usarli
Dal punto di vista nutrizionale, i fiori eduli sono poveri di calorie e grassi e forniscono proteine vegetali. Contengono inoltre polifenoli, flavonoidi e carotenoidi, composti dalle proprietà antiossidanti. Le fibre solubili presenti nei petali possono essere utilizzate dai batteri benefici dell’intestino, che producono acidi grassi a catena corta con azione antinfiammatoria. Le caratteristiche cambiano però da una varietà all’altra, soprattutto per gusto, profumo e consistenza.
La borragine, con i suoi petali blu, ha un sapore che ricorda il limone e può essere aggiunta a insalate, primi e secondi piatti. È adatta, insieme agli steli, a un mix con misticanza, semi di lino e formaggio di capra oppure tofu. Il nasturzio, invece, ha note piccanti simili a quelle della rucola ed è ricco di carotenoidi e vitamina C. I petali possono essere consumati crudi, per esempio su bruschette e panini, mentre le foglie si prestano a frittate e preparazioni in padella.
La begonia ha un gusto acidulo che ricorda il ribes ed è indicata per macedonie e spuntini. I fiori di violetta, dal sapore simile al miele, apportano antociani. Anche la lavanda può essere inserita in una macedonia con fiocchi d’avena, fragole o albicocche e yogurt greco, da consumare a colazione o come dessert. Le possibilità dipendono comunque dalla varietà e dalla disponibilità di fiori specificamente destinati al consumo.
Sicurezza e bevande
Non tutti i fiori sono commestibili. Per evitare rischi è importante comprare soltanto prodotti coltivati per uso alimentare e senza trattamenti chimici. I fiori freschi vanno conservati in frigorifero e consumati entro un paio di giorni. È preferibile lavarli e separare i petali dalla corolla soltanto al momento dell’utilizzo, così da limitarne l’appassimento.
Tra le preparazioni suggerite ci sono uno smoothie con due cucchiaini di fiori essiccati di gelsomino, latte di mandorla e banana, un cocktail analcolico con fiori freschi di sambuco, ghiaccio, limone e 150 millilitri di acqua frizzante, e una tisana alla malva. Per quest’ultima si utilizzano due cucchiaini di fiori o foglie essiccati in 200 millilitri di acqua calda, lasciati in infusione per cinque minuti prima di filtrare la bevanda.