Esercizi

Dopo i 50, plank o crunch: quale scelta per la schiena?

Stabilità del busto tramite contrazione isometrica; attenzione personalizzata in presenza di disturbi vertebrali.

Dopo i 50, plank o crunch: quale scelta per la schiena?

Dopo i 50 anni, scegliere come allenare addominali e schiena può richiedere qualche cautela in più. I crunch, i tradizionali piegamenti del busto, sono stati a lungo considerati un esercizio di riferimento. Con l’età, però, la struttura ossea e articolare cambia e, in presenza di alcune condizioni cliniche, la ripetuta flessione della colonna sotto sforzo può essere meno tollerata. Il plank rappresenta un’alternativa orientata soprattutto alla stabilità del tronco.

Il passare degli anni comporta una graduale perdita di idratazione ed elasticità dei dischi intervertebrali. Si tratta di un processo fisiologico che non rende automaticamente fragile la schiena, ma può modificare la tolleranza della zona lombare a determinati carichi. Durante un crunch, inoltre, è possibile coinvolgere eccessivamente la muscolatura del collo per facilitare il movimento. In caso di alcune forme di mal di schiena, oppure di osteoporosi e ridotta densità ossea, le linee guida suggeriscono prudenza con i piegamenti in avanti ripetuti e invitano a valutare esercizi che mantengano la colonna in posizione neutra.

Il ruolo della contrazione isometrica

Il plank si basa sulla contrazione isometrica: i muscoli sviluppano forza senza che il corpo compia il movimento di flessione del busto. L’obiettivo è mantenere la colonna in posizione neutra e contrastare la forza di gravità. La posizione coinvolge il retto addominale e il muscolo trasverso, considerato la componente più profonda della muscolatura addominale. Il lavoro di stabilizzazione può favorire il controllo motorio e offrire uno stimolo utile anche a chi è sensibile ai movimenti di flessione, senza modificare le normali curve della schiena.

La qualità dell’esecuzione è più importante della durata. Chi riprende ad allenarsi può iniziare con le mani appoggiate a un muro o a un tavolo stabile, mantenendo il corpo inclinato e allineato. In una fase successiva è possibile utilizzare il tappetino con le ginocchia a terra, una variante che consente di costruire gradualmente la stabilità senza sottoporre la schiena a un carico eccessivo.

Come eseguire il plank con gradualità

Quando la muscolatura è più preparata, si possono estendere le gambe e sostenere il corpo sulle punte dei piedi. Il bacino non deve affondare e i glutei non vanno sollevati troppo: l’allineamento corretto forma una linea dritta dalle spalle ai talloni. Per iniziare sono sufficienti intervalli di 15-30 secondi, respirando in modo regolare e senza trattenere il fiato. La progressione dovrebbe dipendere dalla capacità di mantenere la posizione, non dal raggiungimento di tempi prestabiliti.

Rafforzare la muscolatura profonda può essere utile nei gesti quotidiani, come sollevare le borse della spesa o restare a lungo seduti alla scrivania. Una migliore stabilità del tronco contribuisce al controllo dei movimenti e all’equilibrio complessivo. Se durante l’esercizio compare un dolore acuto, oppure se sono presenti patologie della colonna, è opportuno chiedere consiglio al medico di medicina generale o a un fisioterapista per adattare il programma alle proprie condizioni.