Skincare

Acqua micellare, gli errori da evitare durante la detersione

Risciacquo, formule e gesti cambiano in base a trucco, sensibilità e condizioni della cute.

Acqua micellare, gli errori da evitare durante la detersione

Pratica e veloce, l’acqua micellare è ormai un prodotto comune per rimuovere il trucco e detergere il viso. Il suo aspetto simile all’acqua, però, non deve far dimenticare che contiene sostanze detergenti e che le diverse formulazioni non sono intercambiabili. Alcune sono pensate per una pulizia delicata, altre includono attivi esfolianti o antimacchia e richiedono maggiore attenzione.

«L’acqua micellare nasce come prodotto di detersione, pensato per eliminare da viso e collo impurità, residui di trucco, particelle di smog e tutto ciò che durante la giornata si deposita sulla pelle», spiega Giulia Pavia, dermatologa presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano. La scelta dovrebbe partire dall’uso previsto: pulire un viso non truccato, rimuovere la protezione solare o struccarsi sono esigenze diverse e possono richiedere prodotti differenti.

Come agiscono le micelle

Le micelle sono strutture formate da tensioattivi, con una parte lipofila capace di attirare le sostanze grasse e una parte idrofila che interagisce con l’acqua. In questo modo inglobano trucco e impurità, facilitandone l’allontanamento dalla superficie cutanea. La detersione può risultare meno aggressiva rispetto a quella di alcuni saponi, ma le micelle possono comunque interagire con il film idrolipidico.

Per questo, secondo la dermatologa, il prodotto non dovrebbe essere lasciato sulla pelle. Dopo la rimozione del trucco è quindi importante risciacquare, soprattutto quando sono presenti molte impurità o un make-up consistente. Anche il dischetto va sostituito quando si satura: continuare a passarlo sul viso rischia di distribuire nuovamente ciò che è stato rimosso. L’esperta suggerisce di utilizzare più dischetti, almeno tre per ciascun lato del viso, cambiandoli man mano che si sporcano.

Quando serve una detersione più completa

Con un trucco leggero l’acqua micellare può essere sufficiente come primo aiuto, ma fondotinta, cipria, mascara, ombretti e prodotti a lunga tenuta o waterproof richiedono maggiore attenzione. In questi casi il prodotto rappresenta soltanto il primo passaggio della pulizia: dopo aver eliminato il grosso del make-up, è consigliabile usare un detergente delicato da risciacquare, così da rimuovere anche i residui rimasti sulla cute.

Particolare cautela serve per il contorno occhi. Un prodotto indicato per il viso non è necessariamente adatto alla zona perioculare, dove la pelle è più sottile e sensibile. È quindi necessario controllare l’etichetta, soprattutto quando la formula contiene acido salicilico, glicolico o lattico, che possono risultare irritanti. Anche la vitamina C va valutata in base alla formulazione complessiva e all’indicazione d’uso.

Il gesto conta quanto il prodotto: il dischetto va appoggiato delicatamente, lasciando agire la soluzione per qualche istante, senza strofinare con energia. In presenza di pelle secca, disidratata o con una barriera cutanea fragile, una detersione frequente o troppo sgrassante può aumentare la sensazione di tensione. In particolare durante l’inverno, Pavia suggerisce di non sostituire sempre il normale lavaggio con l’acqua micellare e di valutare, se necessario, un detergente in crema.

Per le pelli sensibili, atopiche, acneiche o con rosacea la priorità resta la tollerabilità. Meglio orientarsi verso formule essenziali, con pochi attivi e senza una funzione esfoliante marcata. Le versioni arricchite con ingredienti illuminanti, antimacchia o anti-age non sono necessariamente migliori: hanno semplicemente un obiettivo diverso. Nella detersione, conclude l’esperta, la formula più sofisticata non è sempre quella più adatta alle esigenze della propria pelle.