Nutrizione e salute

Stanchezza dopo i 60 anni: attenzione alla vitamina D

Scopri come la vitamina D influisce sulla tua energia dopo i 60 anni.

Stanchezza dopo i 60 anni: attenzione alla vitamina D

Superati i 60 anni, il corpo subisce cambiamenti fisiologici che influiscono sulla gestione dei nutrienti, in particolare della vitamina D. Questa vitamina è fondamentale per l’assorbimento del calcio e per la salute delle ossa, ma ha anche un ruolo importante nel sistema immunitario e nella funzione muscolare. Tuttavia, molte persone non si rendono conto di avere livelli bassi di vitamina D, poiché una carenza lieve o moderata è spesso asintomatica e può essere confusa con i normali segni dell’invecchiamento.

La stanchezza e la debolezza muscolare sono tra i sintomi che possono manifestarsi quando i livelli di vitamina D sono insufficienti. In particolare, si può avvertire una sensazione di debolezza nelle cosce e nelle braccia, rendendo più difficile compiti quotidiani come alzarsi da una sedia o salire le scale. Questo quadro può essere accompagnato da dolori sordi che sembrano provenire dalle ossa, specialmente nella zona lombare e pelvica. È importante non confondere questi sintomi con la stanchezza comune o i dolori articolari legati all’artrosi.

Perché il corpo fatica a produrre vitamina D dopo i 60 anni

Con l’avanzare dell’età, la pelle perde parte della capacità di sintetizzare la vitamina D attraverso l’esposizione al sole. Anche se si trascorre del tempo all’aperto, l’efficienza di questo processo diminuisce rispetto a quando si era più giovani. Inoltre, i reni diventano meno efficienti nel convertire la vitamina D nella sua forma attiva, quella utilizzabile dal corpo per assorbire il calcio. Questi cambiamenti, uniti a una dieta meno varia e alla tendenza a coprirsi per proteggersi dal freddo o dal sole, rendono comune la carenza di vitamina D in questa fascia d’età.

Come migliorare i livelli di vitamina D

Per sostenere i livelli di vitamina D, è possibile adottare alcune semplici abitudini quotidiane. Una passeggiata di 15-20 minuti al giorno, esponendo braccia e viso, preferibilmente nelle ore centrali della giornata quando i raggi UVB sono più efficaci, può fare una grande differenza. Non è necessario scottarsi; sessioni brevi e costanti sono sufficienti per stimolare la produzione naturale. In cucina, è utile includere alimenti ricchi di vitamina D, come pesce azzurro (alici, sgombri, sarde), tuorlo d’uovo e funghi. Inoltre, molti trovano vantaggioso consumare alimenti fortificati, come latte o yogurt, per integrare la quota giornaliera senza stravolgere i propri gusti.

Quando consultare il medico

Le attuali linee guida non raccomandano di eseguire l’esame del sangue per la vitamina D come semplice controllo di routine. La valutazione del dosaggio della 25-idrossivitamina D è indicata solo se il medico individua specifici fattori di rischio, come osteoporosi o malattie che riducono l’assorbimento intestinale. Se l’esame conferma una carenza, i supplementi possono essere utili, ma devono essere assunti sotto stretto controllo medico, poiché dosi eccessive possono causare tossicità e problemi di salute. Mantenere i livelli di vitamina D ai valori raccomandati è essenziale per la salute delle ossa e per ridurre il rischio di fratture con l’avanzare dell’età.