Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha ottenuto il via libera della premier Giorgia Meloni per accelerare la riforma della Medicina Generale. La proposta di legge, già presentata alla Conferenza Stato-Regioni, include modifiche operative per le strutture previste dal PNRR, con un particolare focus sulle Case di comunità dove i medici di base e pediatri saranno obbligati a svolgere una quota di attività. Questo impegno minimo è delineato in sei ore settimanali, a seconda del numero di assistiti. In caso di carenze di organico, le Regioni potranno assumere medici di famiglia come dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, andando oltre il tradizionale modello di liberi professionisti. Inoltre, saranno coinvolti anche medici di specializzazioni affini come Geriatria e Medicina Interna. La riforma, prevista in due fasi, si sovrappone a un disegno di legge delega più ampio per la riforma del Servizio Sanitario Nazionale, approvato a inizio anno e destinato ad affrontare il superamento di norme esistenti, con tempi di attuazione stimati fino al 2026. Tuttavia, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) ha dichiarato uno stato di agitazione, sostenendo che la nuova proposta di riforma non è stata condivisa con i professionisti del settore e rappresenta una forzatura istituzionale. La FIMMG ha avvertito che, senza un adeguato confronto, potrebbero essere proclamati scioperi per proteggere i diritti dei cittadini e del personale medico. I rappresentanti sindacali sottolineano che il modello italiano di assistenza primaria ha prodotto risultati eccellenti e non deve essere smantellato senza una giusta valutazione. Citano i dati del rapporto OCSE “State of Health in the EU – Profilo della Sanità 2025”, evidenziando che l’Italia si posiziona bene rispetto ad altri paesi europei per quanto riguarda la salute della popolazione.
Riforma medici
Riforma medicina generale e stato di agitazione dei medici
Accordo governo per la riforma e opposizione della FIMMG in stato di agitazione