La protonterapia rappresenta una delle frontiere più promettenti nella lotta contro il cancro, come evidenziato da Roberto Orecchia, Direttore Scientifico dell’IEO Istituto Europeo di Oncologia, durante la Mediterranea School di Bari, un evento che ha riunito esperti e istituzioni per discutere il futuro della sanità nel Mezzogiorno.
Orecchia ha sottolineato l’importanza di trattamenti personalizzati e dell’accesso equo alle cure, affermando che ogni paziente dovrebbe avere un protocollo terapeutico su misura. La protonterapia, in particolare, si distingue per la sua capacità di colpire i tumori risparmiando i tessuti sani, riducendo così gli effetti collaterali e il rischio di tumori secondari, un aspetto cruciale soprattutto per i pazienti pediatrici.
Investimenti e accesso alle cure
Nonostante i vantaggi, Orecchia ha avvertito che per rendere questa tecnologia accessibile è necessario un significativo investimento industriale e sanitario. Attualmente, nel mondo ci sono oltre 150 centri di protonterapia, ma la domanda continua a crescere. In Italia, sono già operative strutture in Lombardia e Trentino, con nuovi progetti in fase di sviluppo a Napoli e Roma, per rispondere ai bisogni di circa 7.000 pazienti all’anno.
“La vera sfida è garantire facilità ed equità di accesso”, ha affermato Orecchia, evidenziando la necessità di sviluppare acceleratori di particelle più innovativi e meno costosi, che possano essere installati rapidamente e con minori complicazioni legate alla radioprotezione.
Il contributo del Sud Italia
Orecchia ha anche messo in luce il contributo del Sud Italia alla ricerca scientifica, citando l’esperienza di Ruvo di Puglia come esempio di eccellenza tecnologica. Ha affermato che la ricerca italiana nel campo del nucleare per la salute è all’avanguardia e può portare innovazioni a livello globale.
In conclusione, la Mediterranea School di Bari si è confermata un’importante piattaforma per discutere strategie e idee per il futuro della sanità italiana, ponendo l’accento su innovazione, ricerca e accessibilità delle cure.