Quando si riceve un complimento, non è solo chi lo fa a comunicare: viene riflessa anche la nostra immagine interiore. Questo “specchio” interiore è un profilo personale composto da esperienze e feedback ricevuti nel tempo.
Le convinzioni personali su capacità, valore e carattere si formano attraverso numerosi fattori, inclusi commenti ricevuti in famiglia, valutazioni scolastiche e relazioni affettive. Gli psicologi definiscono questo insieme di credenze come “schema di sé”. Se un individuo considera il proprio valore legato solo ai risultati, può provare imbarazzo quando riceve un complimento, poiché le parole positive contrastano con l’immagine che ha di sé.
Perché i complimenti creano disagio
Il cervello cerca di proteggere l’immagine di sé che ha costruito. Qualsiasi affermazione positiva viene messa in discussione. Ad esempio, se qualcuno dice “sei stata bravissima”, la mente potrebbe ribattere “sei sempre insicura”. Questa incoerenza può portare a diverse reazioni, come percepire il complimento come un’esagerazione o attribuire il merito a fattori esterni.
Per evitare la dissonanza, è comune minimizzare il complimento o svalutare chi lo ha formulato. Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo ai complimenti. Alcuni individui tendono a difendersi o non fidarsi delle parole positive, mentre altri possono provare la cosiddetta sindrome dell’impostore: anche quando ottengono risultati, si sentono come se avessero ingannato gli altri e che i complimenti non si riferiscano a loro stessi.
Radici della difficoltà ad accettare complimenti
La difficoltà ad accettare un complimento ha radici che affondano nella propria storia relazionale e culturale. Fin dall’infanzia, l’ambiente familiare e sociale gioca un ruolo cruciale nel definire come si ricevono i riconoscimenti. Un contesto critico, ad esempio, può portare i bambini a pensare di non essere mai all’altezza.
Inoltre, la cultura della modestia può generare l’idea che mostrarsi soddisfatti di un complimento sia presuntuoso. Così, la persona tende a ridimensionare i riconoscimenti per evitare di apparire arrogante. Il confronto con le vite idealizzate sui social media amplifica ulteriormente questa difficoltà, inducendo una svalutazione cronica di sé.
Infine, va notato che l’autosufficienza emotiva, seppur sana, può trasformarsi in una forma di difesa in chi ha sperimentato una carenza di riconoscimento. Imparare a non dipendere dall’approvazione altrui è positivo, ma sentirsi obbligati a non averne mai bisogno può portare a difficoltà nell’accogliere i complimenti.