Salute

Ipoparatiroidismo: nuove terapie rivoluzionano la gestione della malattia

A Roma un evento promosso da Motore Sanità fa il punto sull'ipoparatiroidismo, evidenziando l'importanza di nuove terapie sostitutive e un modello di gestione nazionale integrato.

Un recente evento tenutosi a Roma ha messo in luce i progressi significativi nella gestione dell’ipoparatiroidismo, una patologia endocrina rara che, fino a poco tempo fa, presentava importanti bisogni clinici insoddisatti. L’incontro, promosso da Motore Sanità con il supporto di Ascendis Pharma, ha riunito esperti per discutere strategie innovative e definire un modello nazionale più efficace.

La professoressa Daniela Pasquali, endocrinologa di spicco presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, ha sottolineato come l’ipoparatiroidismo cronico rappresenti ancora una sfida rilevante. La malattia richiede una terapia sostitutiva sia nelle forme post-chirurgiche che in quelle genetiche. Storicamente, il trattamento si è affidato a supplementi di calcio e vitamina D, soluzioni utili ma insufficienti a ripristinare un equilibrio ormonale fisiologico.

La vera svolta, secondo la professoressa Pasquali, è l’introduzione di nuove terapie sostitutive. Queste formulazioni sono in grado di ricreare un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale, rispondendo a un’esigenza a lungo sentita dalla comunità endocrinologica.

L’ipoparatiroidismo si manifesta con un’ampia gamma di sintomi, da condizioni gestibili a quadri clinici severi con complicanze a lungo termine o episodi acuti che necessitano di interventi al pronto soccorso. Questa variabilità complica la gestione della patologia. Le nuove terapie sono destinate a offrire i maggiori benefici proprio nei casi più complessi, riducendo la necessità di ricorrere a cure d’emergenza.

L’obiettivo è estendere progressivamente il trattamento a tutti i pazienti affetti da ipoparatiroidismo, indipendentemente dall’origine della malattia. L’evento di Roma ha ribadito l’importanza di un modello nazionale integrato che valorizzi le esperienze regionali e garantisca un accesso equo alle innovazioni terapeutiche, migliorando così la qualità di vita dei pazienti e l’efficacia complessiva del sistema sanitario.