Salute pubblica

Quattro milioni di italiani vivono dopo la diagnosi di tumore

La burocrazia mette a rischio i diritti dei pazienti oncologici in Italia

Quattro milioni di italiani vivono dopo la diagnosi di tumore

In Italia, circa 4 milioni di cittadini vivono dopo una diagnosi di tumore, affrontando nuove sfide cliniche, riabilitative, sociali e lavorative. Tuttavia, i diritti conquistati nel tempo rischiano di rimanere inattuati a causa di ritardi burocratici e mancanza di decreti attuativi.

Il Piano Oncologico Nazionale (PON) 2023-2027 è attualmente privo della Cabina di Regia, un elemento cruciale per il monitoraggio e il controllo delle politiche oncologiche. La sua assenza ha portato a una paralisi che impedisce l’attuazione delle strategie previste e la verifica dell’allocazione delle risorse finanziarie destinate all’oncologia.

Stallo nelle Reti Oncologiche

Il Coordinamento generale delle Reti Oncologiche (CRO) si trova in una situazione di stallo, nonostante la prima delibera approvata nel 2024. Questa situazione limita la capacità del Ministero della Salute di intervenire sulle carenze locali e di promuovere le migliori pratiche. Le disuguaglianze tra le Regioni continuano a persistere, ostacolando l’obiettivo di garantire un accesso equo alle cure.

Francesco De Lorenzo, Presidente di FAVO, ha dichiarato: “È inaccettabile che atti sottoscritti ai massimi livelli istituzionali vengano svuotati da una macchina amministrativa incapace di dare seguito ai propri impegni”. La partecipazione delle associazioni di pazienti, sancita dalla Legge di Bilancio 2025, è a rischio a causa della mancanza di decreti attuativi.

Impatto sociale del cancro

Il cancro non è solo una questione clinica, ma ha anche un forte impatto sociale su pazienti e caregiver. Nonostante le tutele del Servizio Sanitario Nazionale, molti pazienti si trovano a dover affrontare costi imprevisti, come quelli per la mobilità sanitaria e l’assistenza domiciliare non rimborsata. In questo contesto, il welfare aziendale potrebbe offrire un supporto significativo, con misure come il rimborso per l’assistenza domiciliare e il supporto psicologico.

Elisabetta Iannelli, Segretario di FAVO, sottolinea l’importanza di un impegno congiunto tra imprese, istituzioni e terzo settore per promuovere un welfare inclusivo, capace di migliorare la vita quotidiana dei pazienti e dei loro familiari. È fondamentale che le aziende adottino modelli di assistenza che rispondano ai bisogni reali dei lavoratori colpiti da malattie oncologiche.