Diabetes Management

Linee Guida SID–AMD 2025 e accesso equo per il diabete

Disparità regionali e innovazione nelle linee guida per il diabete

Linee Guida SID–AMD 2025 e accesso equo per il diabete

Le nuove Linee Guida SID–AMD 2025 sottolineano ancora di più l’importanza dell’innovazione tecnologica nella gestione del diabete mellito di tipo 2, evidenziando l’urgenza di garantire equità di accesso a queste tecnologie in tutte le regioni italiane. Queste linee guida, aggiornate a ottobre 2025, sostengono l’uso del monitoraggio continuo del glucosio (CGM) non solo per chi è in terapia insulinica, ma anche per i pazienti non insulinici con un controllo glicemico insufficiente (HbA1c ≥7%).

Insieme a clinici e associazioni di pazienti, diversi attori delle regioni dell’Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo hanno discusso l’applicazione di queste nuove raccomandazioni. Durante l’evento organizzato da Motore Sanità, si è affrontato il tema della disparità nell’accesso alle cure e alla tecnologia, con particolare attenzione alla necessità di un Servizio Sanitario Nazionale più omogeneo e sostenibile.

Il diabete in Italia e l’equità nell’accesso

Attualmente, il diabete rappresenta una delle patologie croniche in più rapida crescita in Italia, con oltre 4 milioni di persone affette e una previsione di circa 6 milioni entro il 2050. Sebbene le nuove tecnologie come i sistemi CGM possano migliorare la qualità di vita e l’aderenza alle cure, l’equità nell’accesso a queste tecnologie varia significativamente da regione a regione.

Ad esempio, nel Lazio e nelle Marche, l’accesso al CGM è stato esteso a un numero maggiore di pazienti, mentre in molte altre regioni l’uso è ancora limitato solo a pazienti in trattamento con insulina multi-iniettiva. Lina Delle Monache, Presidente FederDiabete Lazio, ha spiegato come le attuali iniziative prevedano un’analisi di costo-efficacia per l’allargamento della prescrivibilità.

Iniziative regionali per il miglioramento delle cure

In Abruzzo, le autorità e i professionisti sanitari sono attivamente coinvolti nell’ampliamento dell’accesso al CGM, nonostante le sfide economiche. I rappresentanti delle diabetologie stanno collaborando a una mappatura dei pazienti per sviluppare strategie di accesso più concrete e sostenibili. Massimiliano Donato Petrelli, dai Ospedali Riuniti di Ancona, ha evidenziato come le Marche siano ora tra le regioni più avanzate nella gestione del diabete, grazie a una delibera che ha esteso l’accesso ai sensori CGM.

In Umbria, si sta rinnovando il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il diabete, implementando un approccio più integrato e moderno alla cura della malattia. Questo include una promozione della interdisciplinarità tra i professionisti sanitari che operano nel campo, per garantire un sostegno completo e efficace ai pazienti. La sfida rimane quella di garantire a tutte le regioni italiane l’accesso alle tecnologie più avanzate, affinché ogni paziente con diabete possa beneficiare delle migliori cure disponibili.