Cure oculari

Bari ospita la Mediterranea School sui modelli di cura per maculopatie

Innovazione e modelli organizzativi per affrontare le maculopatie

Bari ospita la Mediterranea School sui modelli di cura per maculopatie

Dal 15 al 17 aprile, Bari ha ospitato un importante incontro nell’ambito della Mediterranea School, un evento organizzato da Motore Sanità. Questa manifestazione ha riunito rappresentanti delle istituzioni, clinici ed esperti per affrontare il tema cruciale dell’evoluzione del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno.

Il focus è stato posto su come governare il futuro del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno, con un’attenzione particolare alla gestione della cronicità e alla tutela della salute. In questo contesto, sono stati discussi anche i modelli di organizzazione necessari per garantire un’equa accessibilità alle cure per i pazienti affetti da maculopatie.

Tra gli interventi salienti dell’evento, quello di Vincenza Bonfiglio, Direttrice dell’Unità Operativa di Oculistica e della Scuola di Specializzazione della Clinica Oculistica dell’AOU Policlinico Paolo Giaccone. La Bonfiglio ha parlato dell’importanza di adottare nuovi modelli di governance dell’innovazione, in particolare per le maculopatie, patologie che costituiscono una delle principali cause di cecità nei Paesi industrializzati.

Innovazioni terapeutiche e sfide organizzative

La specialista ha messo in luce come oggi la ricerca offre farmaci di seconda generazione altamente efficaci per il trattamento di queste patologie. Ha evidenziato che la maculopatia, sia legata all’età che quella correlata al diabete, è in costante aumento, ma che le nuove terapie sono in grado di prevenire la cecità nei pazienti.

Tuttavia, la Bonfiglio ha sottolineato che il successo del trattamento dipende in gran parte dall’implementazione di un’organizzazione sanitaria efficace, capace di garantire diagnosi tempestive, un accesso rapido alle cure e terapie appropriate. In particolare, ha criticato l’applicazione della Nota 98, che richiede l’uso di farmaci off-label come prima linea terapeutica, i quali necessitano di un numero elevato di iniezioni. Questi farmaci, secondo la Bonfiglio, sono stati superati da opzioni innovative che diminuiscono la frequenza delle iniezioni annuali e migliorano i risultati clinici.

Proposte per un miglioramento dei servizi

Un altro aspetto cruciale discusso riguarda il setting in cui vengono eseguite le iniezioni intravitreali. Attualmente, secondo la normativa, queste procedure devono essere effettuate in sala operatoria, un vincolo che limita il numero di pazienti trattabili. La Bonfiglio ha proposto di effettuare queste procedure in un ambulatorio dedicato, dotato di flusso laminare e standard di sicurezza adeguati. Questo cambiamento potrebbe ampliare il numero di prestazioni erogabili, riducendo le liste d’attesa e liberando le sale operatorie per interventi chirurgici prioritari.

“Tale riorganizzazione – ha affermato la specialista – garantirà un maggiore accesso alle cure

e permetterà una migliore gestione delle risorse ospedaliere”. Secondo Bonfiglio, è fondamentale che le innovazioni terapeutiche siano accompagnate da un cambiamento nel modello organizzativo nazionale per rispondere efficacemente alle crescenti esigenze della popolazione.