Un contributo di 20 centesimi per ogni chilo di pane per sostenere la produzione agricola italiana e garantire la disponibilità di questo alimento anche in futuro. È la campagna lanciata da NaturaSì, che parte dal calo delle quotazioni del frumento e dalla crescente difficoltà delle aziende a coprire i costi di produzione.
Lo scorso agosto, durante la campagna di raccolta, alla Borsa di Bologna il grano tenero biologico era quotato 33 centesimi al chilo, mentre quello convenzionale si fermava a 22 centesimi. Secondo NaturaSì, a questi livelli la coltivazione non è più sostenibile né per il biologico né per il convenzionale. La proposta prevede quindi un aumento a carico del consumatore limitato al pane. Pasta, farine, pizze e biscotti non subiranno variazioni di prezzo.
La catena precisa di riconoscere già agli agricoltori prezzi superiori alle quotazioni di mercato: da 7 a 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro e da 4 a 7 centesimi in più per il farro. Con il contributo aggiuntivo dei clienti, l’obiettivo è arrivare a 20 centesimi in più al chilo rispetto alla quotazione della Borsa di Bologna del 27 agosto 2026. Secondo l’azienda, l’incremento consentirebbe di aumentare del 60% il prezzo pagato agli agricoltori.
La produzione italiana in calo
I dati citati nella campagna descrivono una filiera sotto pressione. Secondo l’Istat, tra il 2006 e il 2025 la produzione di frumento tenero è diminuita del 21,4%, mentre quella di frumento duro ha perso il 9,3%. Nel 2025 l’Italia ha importato 97 milioni di quintali di frumento, a fronte di una produzione nazionale di circa 59,5 milioni.
La riduzione riguarda anche il tessuto agricolo: tra il 2003 e il 2023 il numero delle aziende agricole italiane è calato del 42% e la superficie agricola utilizzata si è ridotta del 6,3%. Per Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, il tema è quello di un riconoscimento adeguato del lavoro agricolo, oltre le dinamiche speculative dei mercati globali. Fabio Del Bravo di ISMEA segnala però un elemento positivo: nel biologico la quota di aziende guidate da under 41 è più che doppia rispetto alla media del settore e la formazione agraria è più diffusa.
Come funziona il contributo
L’aumento riguarda soltanto il pane, che assorbe circa metà della produzione di frumento. Per chi ne consuma un etto al giorno, il costo aggiuntivo indicato è di circa 2 centesimi al giorno, pari a 60 centesimi in un mese. La somma raccolta nei punti vendita sarà rendicontata ogni tre mesi sulla base dei volumi di pane effettivamente venduti.
NaturaSì ha inoltre comunicato che, se il contributo dei clienti unito alla quota già riconosciuta agli agricoltori non fosse sufficiente a raggiungere l’obiettivo, coprirà la differenza. La campagna viene così presentata come un intervento per rafforzare la sostenibilità economica della filiera e mantenere in Italia una base produttiva agricola in grado di contribuire alla sicurezza alimentare.