Fisico allenato, trattamenti estetici e attenzione all’alimentazione: durante RiminiWellness 2026, Elisabetta Canalis ha raccontato le sue abitudini legate al benessere. L’attrice e showgirl, impegnata tra l’Italia e Los Angeles, pratica equitazione e salto a ostacoli ogni giorno. A questa attività affianca tre sessioni settimanali di allenamento con i pesi, seguita da un personal trainer. Tra le discipline che vorrebbe provare c’è anche il calisthenics, apprezzato per la capacità di sviluppare un fisico proporzionato.
Per la cura della pelle Canalis ha spiegato di ricorrere a diversi trattamenti. Tra questi ha citato il PRF, sigla di fibrina ricca di piastrine, che prevede il prelievo del sangue, la sua trasformazione in gel e la successiva reiniezione nel viso attraverso piccole iniezioni. L’attrice ha riferito di sottoporsi alla procedura anche due volte al mese. Utilizza inoltre un dispositivo semiprofessionale per la Red Light, cinque giorni alla settimana, e ha menzionato pulizia del viso e botox occasionale.
Sul fronte dell’alimentazione, Canalis ha raccontato di consumare spesso pasta, carne, pollo, pesce e riso, usando la soia come condimento. Ha inoltre detto di bere abitualmente tre caffè al giorno, pur chiedendosi se si tratti di un’abitudine salutare. Tra gli integratori ha indicato peptidi, glutatione e NAD, definito un coenzima mitocondriale presente nell’organismo.
PRF e luce rossa: che cosa sono
La dermatologa interpellata ha descritto il PRF come un trattamento di medicina rigenerativa ottenuto attraverso la centrifugazione del sangue. Il preparato contiene piastrine, fibrina e fattori di crescita, che dovrebbero favorire i processi di riparazione. Diverso è il meccanismo della fotobiomodulazione con luce rossa: dispositivi validati emettono lunghezze d’onda generalmente comprese tra 630 e 660 nanometri, oppure nel vicino infrarosso intorno agli 800 nanometri.
Secondo l’esperta, queste radiazioni vengono assorbite soprattutto dai mitocondri e possono stimolare l’energia cellulare, contribuendo a ridurre lo stress ossidativo. Non tutti i dispositivi a led, però, hanno le stesse caratteristiche: sono importanti la lunghezza d’onda, la densità di energia e la qualità dell’apparecchio. I risultati sono graduali e dipendono anche dalla costanza d’uso. La luce rossa, ha sottolineato la dermatologa, non può risolvere da sola i danni provocati dal sole.
Peptidi, NAD+ e glutatione: le evidenze
I peptidi sono piccole catene di amminoacidi che possono interagire con le cellule attraverso specifici recettori. Gli integratori a base di peptidi di collagene idrolizzato, ottenuti da fonti bovine, marine o suine, sono studiati soprattutto per il possibile supporto a pelle, articolazioni e tessuto connettivo. Alcuni studi clinici hanno evidenziato effetti favorevoli su elasticità e idratazione cutanea, ma l’efficacia può variare in base alla sequenza amminoacidica, alla biodisponibilità e alla capacità di raggiungere il bersaglio biologico.
Le formulazioni disponibili possono contenere anche vitamina C, acido ialuronico, zinco, rame o peptidi derivati dal latte. La dermatologa invita a valutare la qualità della materia prima, il processo produttivo e la presenza di studi clinici sulla sicurezza e sull’efficacia. I risultati sui peptidi di collagene sono promettenti anche per il benessere articolare, ma nessun integratore può bloccare o invertire da solo l’invecchiamento.
Quanto a NAD+ e glutatione, il primo è coinvolto nel metabolismo energetico cellulare e viene studiato nel campo della longevità, mentre il secondo rappresenta uno dei principali sistemi antiossidanti dell’organismo. Le evidenze precliniche sono incoraggianti, ma i dati clinici sull’uomo non sono ancora sufficienti per considerarli strumenti consolidati della medicina anti-aging. L’approccio indicato dall’esperta resta quindi personalizzato e basato su fotoprotezione quotidiana, alimentazione equilibrata, sonno, attività fisica e trattamenti dermatologici sostenuti da solide prove scientifiche.