Il sanguinamento delle gengive non va considerato normale, nemmeno durante il ciclo mestruale. Secondo il Rapporto Eurispes sulla prevenzione, più del 30% degli italiani prenota una visita dal dentista soltanto quando compare il dolore. Eppure le gengive svolgono un ruolo importante nella protezione della bocca: costituiscono una barriera contro i batteri della placca e ospitano cellule di difesa che contribuiscono a mantenere l’equilibrio dei tessuti.
Come spiega Clotilde Austoni, odontoiatra dell’Ospedale San Raffaele di Milano, le variazioni degli ormoni sessuali possono rendere le gengive più sensibili all’azione della placca. Estrogeni e progesterone aumentano la vascolarizzazione e la permeabilità dei vasi sanguigni, favorendo una risposta infiammatoria più intensa anche a fronte di un accumulo batterico modesto. Le fasi più vulnerabili sono pubertà, ciclo mestruale, gravidanza e menopausa.
Dalla pubertà alla gravidanza
La prima possibile manifestazione è la gengivite puberale, che può comparire tra gli 8 e i 13 anni nelle femmine e tra i 9 e i 14 nei maschi. È legata alla placca batterica e può provocare arrossamento, gonfiore e sanguinamento, spesso più evidenti negli spazi tra i denti. Le oscillazioni ormonali possono amplificare l’infiammazione, ma il controllo della placca resta il principale strumento di prevenzione.
Durante il ciclo alcune donne riferiscono gonfiore, fastidio o maggiore sanguinamento. Gli studi, però, non indicano un momento unico e non sono sufficienti per raccomandare procedure specifiche nei giorni premestruali. Il dato più consistente è che le variazioni sono contenute nelle gengive sane e più evidenti quando è già presente una gengivite. Una pulizia accurata e costante per tutto il mese può ridurre il problema.
In gravidanza l’infiammazione può comparire già nel primo trimestre e aumentare nel secondo e terzo trimestre, per poi regredire dopo il parto nella maggior parte dei casi. Gli ormoni non causano da soli la gengivite, ma accentuano la risposta ai batteri presenti nel biofilm. Può comparire anche il granuloma gravidico, una lesione benigna molto vascolarizzata che sanguina facilmente e interessa circa il 5% delle donne in attesa. Di norma regredisce spontaneamente dopo il parto; la rimozione viene valutata se sanguina molto, cresce rapidamente o ostacola igiene e masticazione.
Menopausa, parodontite e igiene
Una gengivite trascurata può evolvere in parodontite, con perdita progressiva dei tessuti che sostengono il dente, incluso l’osso. La parodontite è stata associata a una maggiore probabilità di parto pretermine, ma non è ancora dimostrato che il suo trattamento prevenga questo esito. In gravidanza, quindi, le cure necessarie non devono essere sospese e il controllo odontoiatrico è particolarmente importante.
In menopausa possono aumentare la perdita dei tessuti di sostegno e l’infiammazione parodontale, ma il quadro dipende anche da età, fumo, diabete, igiene orale, precedenti problemi gengivali e osteoporosi. La valutazione richiede il sondaggio delle tasche, il controllo del sanguinamento e della mobilità dentale e, quando necessario, radiografie. La densitometria ossea non sostituisce la diagnosi parodontale.
Le ricerche suggeriscono inoltre una possibile associazione tra sindrome dell’ovaio policistico e salute parodontale, senza aver dimostrato un rapporto diretto di causa-effetto. Un controllo è indicato soprattutto in presenza di sanguinamento, placca, alterazioni glicemiche, sovrappeso, fumo o familiarità per parodontite. Per l’igiene quotidiana, il filo va usato negli spazi stretti e lo scovolino in quelli più ampi; lo spazzolino va orientato a circa 45 gradi verso la gengiva, con movimenti delicati. Dopo il dentifricio non è necessario risciacquare, così il fluoro può restare più a lungo sullo smalto.