La dicitura integrale non è sufficiente a garantire che un biscotto sia equilibrato dal punto di vista nutrizionale. Il confronto condotto su dodici prodotti ha evidenziato differenze importanti nella percentuale di farina non raffinata, nel contenuto di fibre, zuccheri, grassi e sale, oltre che nel prezzo. Dall’analisi delle etichette, dei valori nutrizionali e delle caratteristiche all’assaggio sono emerse quattro proposte ritenute particolarmente interessanti.
Secondo la nutrizionista Diana Scatozza, l’apporto energetico varia da 433 a 471 kcal per 100 grammi. Una porzione da 30 grammi fornisce quindi circa 130-141 kcal, a cui vanno aggiunti gli eventuali alimenti consumati a colazione. Il principale vantaggio rispetto ai biscotti comuni è la fibra, presente in quantità comprese tra 4 e 12 grammi per 100 grammi: otto campioni su dodici raggiungono la soglia europea per la definizione di alimento ad alto contenuto di fibre. In una porzione, tuttavia, l’apporto si ferma a 1,2-3,6 grammi, a fronte dei 25 grammi quotidiani considerati adeguati per un adulto.
Anche zuccheri e grassi vanno valutati insieme. I primi oscillano tra 17 e 26 grammi per 100 grammi, mentre i secondi variano da 14 a 19,5 grammi. I grassi saturi sono compresi tra 1,3 e 4,7 grammi e il sale tra 0,25 e 1,3 grammi. Per questo, sottolinea Scatozza, il biscotto integrale può rientrare in una colazione equilibrata, ma resta un alimento dolce da consumare con moderazione.
Farina, fibre e caratteristiche dell’assaggio
Il tecnologo alimentare Giorgio Donegani ricorda che la normativa stabilisce che cosa sia la farina integrale, ma non impone una percentuale minima per definire tale un biscotto. Nel test si passa così dal 73% al 20% di farina non raffinata. Alcuni prodotti aumentano il contenuto di fibre con ingredienti come fibra di frumento, avena, pisello o inulina da cicoria. Quest’ultima ha un effetto prebiotico documentato, ma la fibra aggiunta non contiene le componenti del germe del chicco, tra cui vitamine e sostanze antiossidanti.
Tra gli ingredienti prevale l’olio di girasole; il burro compare in un solo prodotto, mentre due referenze contengono sciroppo di glucosio-fruttosio. Nessun campione utilizza conservanti. All’assaggio sono stati valutati profumo, friabilità, dolcezza, pulizia del gusto e tenuta nel latte. Le zone molto scure possono indicare una cottura eccessiva e una possibile maggiore formazione di acrilammide. Quanto al prezzo, la forbice va da 1,99 a 10,95 euro al chilo, senza una relazione diretta tra costo e qualità.
Le quattro proposte selezionate
Le Cruschelle Balocco hanno la percentuale più alta di farina integrale, pari al 73%, e un contenuto di fibre di 8,8 grammi per 100. Presentano inoltre 14 grammi di grassi e appena 1,5 di saturi, i valori più bassi rilevati. Il prodotto è asciutto e friabile, con una dolcezza contenuta, e costa 3,04 euro al chilo.
I biscotti Fibrextra Misura raggiungono il valore massimo di fibre, 12 grammi per 100, grazie anche all’aggiunta di fibre di frumento, avena e inulina. La quota di fibre fermentabili può renderli meno tollerabili alle persone con colon irritabile. Il prezzo è di 6,83 euro al chilo.
Gli Ottimini integrali Divella contengono il 63% di farina integrale e cinque grammi di fibre, tutte provenienti dal chicco. Si distinguono soprattutto per il basso contenuto di sale, 0,37 grammi per 100, e costano 4,28 euro al chilo.
Infine, il Bio biscotto integrale Crich è l’unico biologico della selezione e non contiene latte né uova. La fibra arriva a 8,3 grammi per 100; le confezioni monoporzione da 22 grammi forniscono circa 100 calorie ciascuna. È però il prodotto più costoso, con un prezzo di 10,95 euro al chilo.