La manipolazione delle informazioni sulla salute è sempre più intrecciata con la propaganda geopolitica e le strategie di interferenza straniera. Il fenomeno rientra nella FIMI, acronimo di Foreign Information Manipulation and Interference: campagne coordinate che sfruttano notizie distorte, contenuti falsi e appelli emotivi per condizionare l’opinione pubblica. Secondo gli esperti del progetto CRESP dell’Università di Pisa, l’obiettivo non è soltanto diffondere una singola menzogna, ma indebolire la fiducia nelle istituzioni sanitarie e scientifiche.
Paura e propaganda viaggiano sui social
Un passaggio significativo viene individuato nel 24 febbraio 2022, giorno dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Profili che in precedenza rilanciavano teorie No-Vax e accuse di dittatura sanitaria hanno iniziato a sostenere rapidamente narrazioni favorevoli alla propaganda russa. Questa sovrapposizione tra complottismo sanitario e propaganda politica è stata descritta come narrative hijacking. L’Unione Europea ha inoltre sanzionato un medico francese ed ex militare, accusato di aver utilizzato la propria credibilità professionale per screditare il sostegno europeo all’Ucraina all’interno di una rete FIMI.
La disinformazione fa leva soprattutto sulle reazioni istintive. Da anni ricompaiono, per esempio, gli audio WhatsApp sui presunti bambini rapiti dagli asili. Nonostante le smentite delle Forze dell’Ordine, questi messaggi continuano a generare allarme e a essere inoltrati da genitori preoccupati. Il meccanismo punta a creare un clima di ansia e sfiducia, sfruttando l’urgenza emotiva di chi riceve l’avvertimento e lo condivide senza verificarne l’attendibilità.
Dai furti di account ai falsi consigli medici
Un’altra tecnica sfrutta invece empatia e disponibilità ad aiutare. Nella cosiddetta truffa della ballerina, un account già compromesso invia a un conoscente la richiesta di votare una bambina in un concorso di danza attraverso un link. Il collegamento può consentire ai criminali di sottrarre l’account e i dati personali. Più delicato è il caso dei deepfake applicati alla salute: sul web sono circolati video in cui il professor Franco Berrino appare mentre promuove il farmaco Diaformrx per il diabete. La sua immagine e la sua voce sarebbero state utilizzate senza autorizzazione per sostenere la vendita di un prodotto. È quindi prudente diffidare dei consigli medici ricevuti sui social quando invitano ad acquistare tramite link esterni.
La ricerca di una cura può diventare a sua volta terreno per raggiri. Un’inchiesta di Presa Diretta, su Rai 3, ha esaminato le truffe legate alle cellule staminali. Cliniche illegali e sedicenti medici offrirebbero iniezioni a domicilio per patologie come SLA e Parkinson, senza validazione scientifica e in condizioni igieniche precarie. I costi possono superare le decine di migliaia di euro. In questi casi la promessa di guarigione sfrutta la disperazione delle famiglie e può esporre i pazienti a rischi gravi, oltre a provocare ingenti perdite economiche.
Per contrastare questi meccanismi non basta smentire una notizia dopo che è diventata virale. Gli esperti indicano nel prebunking, definito anche vaccino cognitivo, uno strumento per riconoscere in anticipo le tecniche ricorrenti: toni allarmistici, autorità non verificabili e nemici costruiti ad arte. Fermarsi prima di inoltrare un contenuto, controllare la fonte e valutare la reazione emotiva che suscita sono comportamenti essenziali per ridurre la circolazione di messaggi ingannevoli e proteggere sia la salute individuale sia la fiducia nel sistema scientifico.