Screening precoce

uACR, il test per leggere insieme salute renale e cuore

Il rapporto tra albumina e creatinina può segnalare alterazioni iniziali, ma l’esame non è ancora impiegato in modo uniforme.

uACR, il test per leggere insieme salute renale e cuore

Un semplice esame delle urine può contribuire a individuare in fase iniziale un danno renale e offrire indicazioni sul rischio cardiovascolare. Si tratta dell’uACR, il rapporto tra albumina e creatinina urinaria, al centro dell’incontro “Rischio cardiovascolare e malattia renale: il valore di un test per la diagnosi precoce”, organizzato da Boehringer Ingelheim il 30 settembre a Roma nell’ambito della prima EU Screening Week.

La settimana europea dedicata allo screening e alla diagnosi precoce, promossa dalla Commissione europea dal 28 settembre al 4 ottobre, ha rappresentato l’occasione per discutere del ruolo dell’Italia nell’identificazione tempestiva del rischio cardiovascolare. L’incontro ha posto l’accento sul legame tra apparato cardiovascolare e funzione renale, che secondo gli specialisti non possono essere valutati in modo separato.

Il legame tra funzione renale e rischio cardiovascolare

“Bisogna passare a un approccio più olistico, meno specialistico e specifico: cuore e rene non possono essere gestiti separatamente”, ha dichiarato Leonardo De Luca, direttore della Struttura complessa di Cardiologia della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e vicepresidente HCF Fondazione ANMCO per il TuoCuore ETS.

Le linee guida raccomandano ai cardiologi di valutare nei pazienti la funzione renale attraverso il filtrato glomerulare stimato, l’eGFR, e la presenza di albumina nelle urine mediante l’uACR. L’albuminuria può indicare che il glomerulo non filtra adeguatamente e lascia passare una sostanza che normalmente dovrebbe essere trattenuta. Per questo, l’identificazione della malattia nelle sue fasi iniziali può contribuire alla gestione della patologia e alla prevenzione della sua progressione.

Secondo Sebastiano Sciarretta, professore ordinario di Cardiologia all’Università Sapienza di Roma e presidente della sezione Lazio della SIC, il rapporto albumina/creatinina urinaria è un marcatore di danno renale molto precoce. Il dato può riguardare persone spesso asintomatiche, nelle quali potrebbe essere già presente anche un iniziale problema cardiovascolare.

Un esame disponibile, ma non ancora standardizzato

Il rapporto “Test uACR nella routine clinica”, realizzato da un gruppo di lavoro multistakeholder coordinato da IQVIA, evidenzia che l’esame è già disponibile e tecnicamente eseguibile, ma non viene ancora utilizzato in modo sistematico nei percorsi assistenziali italiani. A limitarne l’impiego sono soprattutto ostacoli organizzativi e operativi, oltre alle differenze nelle modalità di esecuzione nei diversi contesti sanitari.

“Non si rileva un problema di indisponibilità tecnologica del test, quanto piuttosto un problema di riconoscibilità, standardizzazione e integrazione organizzativa”, ha osservato Luca Pinto di IQVIA. L’uACR, ha aggiunto, non è ancora sempre prescritto, identificato, eseguito e utilizzato secondo modalità omogenee.

Una criticità riguarda anche la medicina generale. Gaetano Piccinocchi, medico di famiglia e tesoriere nazionale SIMG, ha sottolineato che l’esame è ancora poco prescritto dai medici di medicina generale. Tra le ragioni indicate vi è il fatto che l’uACR non è attualmente previsto nel Nomenclatore tariffario nazionale. L’inserimento nei PDTA, l’attribuzione di un codice identificativo uniforme e il successivo ingresso nei LEA sono stati indicati come possibili passaggi per favorirne l’adozione.

Per rendere i risultati confrontabili, è inoltre necessario definire criteri comuni tra i laboratori. Michele Mussap, direttore di Medicina di Laboratorio della Fondazione Ospedale Villa Salus e IRCCS San Camillo di Venezia e delegato SIBioC, ha richiamato la necessità di standardizzare sia la misurazione sia l’espressione dei valori, ricorrendo a metodi e calibratori di riferimento. L’obiettivo è utilizzare in modo più uniforme un esame già disponibile all’interno di percorsi sanitari orientati alla prevenzione.