La neurocosmesi punta a trasformare la routine di bellezza in un’esperienza che coinvolge vista, tatto, olfatto, udito e gusto. L’obiettivo non è soltanto idratare, nutrire o contrastare i segni del tempo, ma associare al trattamento sensazioni capaci di evocare ricordi, emozioni e stati d’animo. Il tema nasce dall’incontro tra cosmetologia e neuroscienze e viene sviluppato da diverse aziende attraverso formule, profumi, colori e consistenze particolari.
Secondo Umberto Borellini, docente di cosmetologia all’Università di Pavia e al Poliestetico di Milano, il gesto quotidiano dell’autocura può creare un dialogo tra pelle, cervello ed emozioni. Sieri, burri corpo e oli profumati possono essere percepiti come rilassanti, riequilibranti o energizzanti, anche se l’applicazione di una crema non può essere paragonata a un’esperienza reale come un bagno termale o una vacanza. Il valore aggiunto, in questo caso, è soprattutto nell’esperienza sensoriale associata al prodotto.
Dalla vista all’olfatto, il ruolo delle percezioni
Il primo elemento a entrare in gioco è spesso la vista. Packaging ricercati e creme dalle tonalità rosa, azzurre o verdi rendono il prodotto più riconoscibile e contribuiscono a creare un’impressione di piacevolezza. I colori possono dipendere da pigmenti minerali o vegetali, dalla clorofilla, dalle alghe, dall’astaxantina o da estratti di frutta. Anche l’olfatto ha un ruolo centrale: gli aromi degli oli essenziali possono richiamare ricordi e paesaggi attraverso il sistema limbico, l’area cerebrale collegata alle emozioni.
Anna Boiardi, aromaterapeuta e cosmetologa, ricorda che alcuni studi hanno individuato recettori olfattivi anche nei cheratinociti della pelle. Le essenze vengono quindi utilizzate per accompagnare il trattamento con note floreali, agrumate, speziate o vanigliate. Per distinguere una profumazione naturale da una sintetica è utile consultare l’Inci: diciture come parfum o fragrance indicano una sostanza profumata, mentre il nome botanico in latino identifica la pianta di origine. La presenza di un’essenza, tuttavia, non equivale automaticamente a un effetto terapeutico.
Il tatto è affidato alle texture: creme dense come burri, mousse leggere, body soufflé e oli secchi che si assorbono rapidamente. La sensazione lasciata sulla pelle contribuisce alla percezione del prodotto e può rendere più piacevole il massaggio. Alcune mousse, anche solari, producono inoltre un crepitio quando entrano in contatto con la pelle, coinvolgendo l’udito. Per le labbra, infine, balsami, gloss e lip oil propongono fragranze e aromi ispirati a ciliegia, vaniglia, caramello o caffè.
Le basi scientifiche e gli esempi sul mercato
La pelle è ricca di fibre nervose e recettori sensoriali. Alcune cellule cutanee possono produrre sostanze come beta-endorfine, ossitocina e dopamina, coinvolte nella percezione del piacere e della gratificazione. Borellini riferisce che, dei circa 200 neuromodulatori conosciuti, 25 sono stati individuati a livello cutaneo. Questi dati sostengono la ricerca di formule capaci di migliorare la percezione del benessere, ma non dimostrano che ogni cosmetico sensoriale produca effetti psicologici o dermatologici specifici.
Tra gli esempi citati figurano la Time-Global Cream di Matis, crema rosata da 50 ml proposta a 150 euro, gli Oli Essenziali Pocket di Vagheggi, indicati per polsi, tempie e décolleté, a 36 euro, e il siero Mermaid Glow Potion di Arielle Cosmetics Milano, con microsfere oleose che si sciolgono al tatto, da 30 ml e 76 euro. Completano la selezione le Bombe Effervescenti da Bagno RoyaBeauty, da 7,90 euro, e i Lip Oil Gisou nei gusti Vanilla Glaze, Sticky Toffee e Milky Mocha, venduti a 29 euro.