Nutrizione atletica

Gelato e sport, quando può aiutare il recupero

Indicazioni su carboidrati, proteine, idratazione, etichette e prodotti per chi evita glutine o lattosio.

Gelato e sport, quando può aiutare il recupero

Il gelato confezionato può trovare spazio nell’alimentazione di chi pratica sport, ma soltanto all’interno di una dieta varia e in relazione al momento della giornata e alla composizione del prodotto. Il tema è stato affrontato durante un incontro promosso a Roma dall’Istituto del Gelato Italiano, dedicato al rapporto tra alimentazione e attività fisica.

Dopo un allenamento intenso o una gara, l’atleta deve recuperare energia e nutrienti, ma può avere poco appetito. La stanchezza e la durata dello sforzo possono rendere difficile consumare un pasto completo. In questi casi, un alimento gradevole e facilmente consumabile può essere valutato come parte della strategia alimentare complessiva, senza sostituire il necessario equilibrio nutrizionale.

Secondo le indicazioni presentate, il fabbisogno di carboidrati di uno sportivo può arrivare indicativamente a 6-10 grammi per chilogrammo di peso corporeo desiderabile. Per le proteine il riferimento varia tra 1,2 e 2 grammi per chilogrammo, mentre l’apporto di grassi non dovrebbe scendere sotto 1,1 grammi e dovrebbe rimanere intorno a 1,4-1,5 grammi per chilogrammo. I valori, tuttavia, devono essere rapportati al dispendio energetico e al resto dell’alimentazione.

Il possibile ruolo dopo l’attività fisica

Negli allenamenti meno impegnativi può essere preso in considerazione, per esempio, un gelato alla frutta, generalmente caratterizzato da una composizione più semplice. Dopo un’attività particolarmente intensa o prolungata, invece, può essere utile uno spuntino che associ carboidrati e proteine, con un rapporto che può arrivare fino a 4 a 1 a favore dei carboidrati. Non si tratta di una proporzione valida per tutti, perché la scelta dipende dalle esigenze individuali e dalla dieta complessiva.

Ghiaccioli e granite, essendo prodotti a base acquosa, contribuiscono anche all’apporto complessivo di liquidi. L’idratazione è un elemento importante durante l’attività fisica, così come il mantenimento di adeguate riserve di glicogeno. Nel Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo, redatto da Michelangelo Giampietro, medico specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione e presidente dell’IGI, si sottolinea che disidratazione e basse riserve di glicogeno possono aumentare la vulnerabilità dell’organismo durante lo sforzo e favorire condizioni di fatica persistente legate all’overtraining.

Etichette e prodotti per esigenze specifiche

La normativa europea sugli alimenti preimballati prevede l’indicazione degli ingredienti e una dichiarazione nutrizionale con valore energetico, grassi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Le informazioni consentono di confrontare i prodotti e di valutare quale possa inserirsi più correttamente nel proprio regime alimentare. L’Istituto del Gelato Italiano ricorda inoltre il proprio Codice di Autodisciplina Produttiva, introdotto nel 1993 per le aziende aderenti.

Durante l’incontro si è parlato anche di conservanti. Secondo Giampietro, nella maggior parte dei gelati confezionati il loro impiego non è necessario grazie alla catena del freddo. Quando sono presenti additivi, la loro indicazione in etichetta è prevista dalla normativa vigente.

Con Giovanna Rufo, segretaria dell’IGI, sono state infine esaminate le esigenze di chi deve evitare glutine o lattosio. I prodotti dedicati richiedono modifiche alla formulazione: nel primo caso si sostituiscono gli ingredienti contenenti glutine, in particolare per la cialda; nel secondo si interviene sul lattosio con procedimenti specifici o ingredienti alternativi. L’obiettivo è rispondere a esigenze alimentari mirate mantenendo un equilibrio nutrizionale coerente con quello del gelato tradizionale.