Bellezza cutanea

Esosomi nei sieri viso: cosa sapere e quattro proposte

Origine, formule e prove disponibili: il parere degli esperti e una selezione di prodotti a confronto

Esosomi nei sieri viso: cosa sapere e quattro proposte

Resi popolari dalla K-Beauty, gli esosomi sono vescicole che favoriscono la comunicazione tra le cellule. In cosmetica vengono utilizzati con l’obiettivo di sostenere la qualità complessiva della pelle e i processi legati a idratazione, compattezza e riparazione della barriera cutanea. Il loro impiego non va però confuso con un effetto miracoloso né con la possibilità di arrestare l’invecchiamento.

«Messaggeri all’interno di sistemi biologici, quelli utilizzati in cosmetica mimano l’azione degli esosomi che agiscono nei tessuti umani», spiega il cosmetologo Umberto Borellini. La dermatologa Mariuccia Bucci precisa che l’origine è determinante: le vescicole di derivazione animale o umana sono più studiate nella medicina rigenerativa e nei protocolli professionali, mentre quelle vegetali o batteriche, come quelle ottenute da fermenti lattici, sono orientate soprattutto alla modulazione della barriera cutanea, del microbiota e della risposta infiammatoria.

Cosa valutare prima dell’acquisto

Le evidenze sui cosmetici con esosomi sono ancora in fase di consolidamento. Gli studi disponibili sono in gran parte realizzati o finanziati dalle aziende e valutano soprattutto gli effetti sui segni dell’invecchiamento e la gradevolezza delle formule. Secondo gli esperti, saranno necessarie ulteriori ricerche indipendenti per validare pienamente i risultati.

Booster e sieri sono considerati i prodotti più adatti perché possono contenere una maggiore concentrazione di attivi e vengono applicati picchiettando il prodotto, senza massaggiarlo energicamente. Per leggere l’INCI occorre sapere che non esiste una denominazione ufficiale univoca per gli esosomi: la dicitura può cambiare in base alla derivazione. Tra gli ingredienti da cercare figurano, per esempio, Lycium barbarum, lactobacillus e hydrolyzed collagen. In generale, più un ingrediente compare in alto nell’elenco, maggiore dovrebbe essere la sua presenza nella formula.

La composizione va valutata nel suo insieme. Peptidi, niacinamide, vitamina E, acido ialuronico, antiossidanti, sostanze lenitive e agenti blandamente esfolianti possono affiancare l’azione delle vescicole. Attenzione invece alle spicule, microstrutture aghiformi che favoriscono la diffusione degli attivi ma possono irritare la pelle sensibile o con barriera compromessa. Per questo, nella selezione sono state escluse le formule che le associano agli esosomi.

Quattro sieri selezionati

Tra i prodotti presi in esame, il Guna Dermoguna siero viso contiene esosomi di derma collagene, vitamina E, acqua floreale di rosa centifolia e un precursore della vitamina C. È indicato per sostenere tono e compattezza. Si applica mattino e sera su viso, collo e décolleté; il flacone da 30 ml costa 58 euro.

Il Nature’S Acque Unicellulari siero viso bifasico abbina oli di girasole, mandorle e argan a esosomi da centella, procollagene, acqua d’uva, acido ialuronico e acidi della frutta. Va agitato prima dell’uso e può essere applicato due volte al giorno. Il flacone da 30 ml costa 39 euro ed è adatto ai vegani.

Il Rilastil Rcube è un fluido con il complesso biotech RCube, a base di estratti di centella ed esosomi da lattobacillo, oltre a niacinamide e aminoacidi essenziali. L’azienda dichiara un’azione antirughe e levigante già dopo sette giorni, ma il risultato indicato resta un claim del produttore. Il protocollo suggerito prevede detergente enzimatico, siero e crema rimodellante, due volte al giorno.

Infine, il Weleda Exo Boost siero doppio utilizza una fase con genziana e stella alpina bio e una seconda con esosomi vegetali derivati dalla centella asiatica, destinati a veicolare peptidi pro-age. Si applica mattino e sera su viso, collo e décolleté. Il flacone con doppio erogatore da 30 ml costa 39,90 euro.