Con il termine popolare renella si indicano la micro-calcolosi o micro-litiasi, cioè piccoli depositi minerali che si formano all’interno del rene. Spesso composti da sali di calcio, possono restare invariati, essere eliminati con le urine oppure aggregarsi fino a formare un calcolo vero e proprio. La condizione può interessare entrambi i sessi, con una lieve prevalenza maschile, e si osserva più frequentemente in età adulta, soprattutto tra i 40 e i 60-65 anni, anche se i calcoli possono comparire prima.
Nella maggior parte dei casi la renella viene individuata per caso durante un’ecografia addominale eseguita per altri motivi. «La diffusione dell’ecografia, un esame semplice, non invasivo e di primo livello, rende frequente questo tipo di riscontro», spiega Giacomo Galasso, urologo e andrologo presso l’Ospedale di Erba. Chi presenta questi depositi può non avere alcun disturbo e non essersi mai accorto della loro presenza.
La renella è generalmente asintomatica, ma un dolore al fianco non deve essere attribuito automaticamente a questa condizione. Il fastidio può dipendere, per esempio, da un problema muscolare oppure da una colica. In alcuni casi un micro-calcolo può staccarsi dal rene e raggiungere le vie urinarie, causando dolore e, se dimensioni e posizione lo permettono, una colica renale.
Idratazione e prevenzione
Quando il riscontro è occasionale e non ci sono sintomi, di norma non è prevista una terapia specifica. L’abitudine più importante riguarda l’idratazione: bere adeguatamente rende le urine più diluite e riduce la possibilità che i sali minerali si concentrino, formino cristalli e si aggreghino. Il fabbisogno di liquidi varia nel corso dell’anno. Durante l’estate, la sudorazione aumenta il rischio di disidratazione e nei mesi caldi si osserva tradizionalmente un incremento degli episodi di colica renale.
In presenza di indicazioni cliniche precise, il medico può valutare integratori contenenti citrato di potassio o magnesio. Non si tratta però di una soluzione universale da assumere autonomamente: la prevenzione va definita in base alla situazione della singola persona. Anche l’alimentazione non deve essere modificata in modo drastico. Sebbene molti calcoli siano composti da sali di calcio, l’ecografia non permette di stabilire la natura dei depositi identificati come renella. Latte, formaggi e latticini non sono quindi alimenti proibiti, ma vanno consumati senza eccessi.
La predisposizione può dipendere da fattori genetici, alterazioni metaboliche, condizioni endocrine e altre malattie. Tra queste rientra l’iperparatiroidismo, che può modificare il metabolismo del calcio e favorire la formazione di calcoli. Anche alcune condizioni associate all’obesità possono aumentare il rischio. In determinate circostanze, inoltre, alcuni trattamenti a base di calcio prescritti, per esempio, alle persone con osteoporosi possono contribuire alla formazione di calcoli: ogni terapia deve essere valutata dal medico nel quadro complessivo della salute del paziente.
Quando servono i controlli
La presenza di renella non significa che si svilupperà necessariamente un calcolo. I depositi possono rimanere stabili, essere eliminati oppure aumentare in presenza di una predisposizione individuale e di altri fattori favorenti. Il riscontro può quindi diventare un’occasione per intervenire sulle abitudini modificabili e monitorare l’evoluzione quando il quadro clinico lo richiede.
Secondo Galasso, è importante evitare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione. Può essere utile programmare un controllo ecografico, con una frequenza stabilita in base alla situazione individuale: in alcuni casi può bastare un esame annuale, mentre in altri può essere necessario un monitoraggio più ravvicinato. L’obiettivo è riconoscere per tempo un’eventuale evoluzione verso la calcolosi e intervenire, se necessario, prima che provochi un’ostruzione o una colica.