Cuore e diagnosi

Un punteggio può distinguere Takotsubo e infarto

Quattro biomarcatori insieme al sesso dei partecipanti hanno orientato quasi nove casi su dieci prima dell’angiografia.

Un punteggio può distinguere Takotsubo e infarto

Dolore al petto, fiato corto e alterazioni del ritmo cardiaco possono far pensare subito a un infarto. Esiste però una condizione che può presentarsi in modo molto simile: la sindrome di Takotsubo, spesso associata a un forte stress fisico o emotivo. Distinguere rapidamente i due quadri è importante perché, pur condividendo alcuni sintomi, possono avere meccanismi biologici differenti e richiedere un diverso inquadramento.

Uno studio pubblicato sull’European Heart Journal ha valutato la possibilità di utilizzare alcuni esami del sangue per orientare la diagnosi prima dell’angiografia coronarica invasiva, la procedura che consente di verificare la presenza di un’arteria ostruita. I ricercatori hanno elaborato il BioTAK score, un modello basato su cinque elementi: il sesso della persona e quattro biomarcatori capaci di riflettere processi diversi a carico del cuore e dei vasi.

Il risultato del modello

La ricerca ha coinvolto più di 3.600 persone con una diagnosi di sindrome di Takotsubo o di sindrome coronarica acuta, il gruppo di condizioni che comprende anche l’infarto. Il modello è stato sviluppato su un primo gruppo di partecipanti e successivamente verificato su un secondo gruppo indipendente, un passaggio utile per valutare se i risultati siano applicabili anche oltre il campione iniziale.

In base alle soglie stabilite dagli autori, il punteggio ha classificato come più probabile l’appartenenza a uno dei due gruppi quasi nove persone su dieci prima dell’angiografia. I biomarcatori selezionati sembrano riflettere processi differenti: alcuni sono più legati allo stress del muscolo cardiaco e alla risposta neuro-ormonale, mentre altri risultano maggiormente coerenti con i meccanismi della malattia coronarica, compresa l’instabilità della placca aterosclerotica.

Il dato suggerisce quindi che un insieme di informazioni biologiche può aiutare a separare condizioni simili nei sintomi, ma diverse per origine. Se i risultati saranno confermati, uno strumento di questo tipo potrebbe fornire ai medici un supporto nei casi più incerti e contribuire a definire con maggiore rapidità il percorso di valutazione.

I limiti e il ruolo dell’angiografia

Lo studio non dimostra che il punteggio possa sostituire l’angiografia quando questa è ritenuta necessaria. Il suo possibile ruolo è quello di affiancare, nella fase iniziale, i sintomi, gli esami del sangue già disponibili, il tracciato e gli altri accertamenti cardiologici. Inoltre, alcuni dei biomarcatori utilizzati non fanno parte degli esami di routine nella maggior parte degli ospedali e oggi non consentono necessariamente una risposta immediata al letto del paziente.

La validazione è stata inoltre condotta in contesti di ricerca affini tra loro. Saranno quindi necessarie ulteriori verifiche in ospedali diversi e su popolazioni più varie per capire quanto il modello sia affidabile nella pratica quotidiana. Per ora il BioTAK score rappresenta uno sviluppo promettente, ma non una procedura già pronta per sostituire gli accertamenti standard.

In presenza di dolore toracico, mancanza di respiro o sintomi cardiaci acuti, la valutazione urgente resta essenziale. La diagnosi continua a basarsi sull’insieme dei sintomi e degli esami disponibili, con eventuali procedure invasive quando indicate. Lo studio, identificato dal DOI 10.1093/eurheartj/ehag597, indica una possibile nuova direzione per distinguere più precisamente la sindrome di Takotsubo dalla sindrome coronarica acuta.