Ritenzione idrica

Cinque abitudini quotidiane che favoriscono il gonfiore

Movimento, liquidi e riposo: i segnali da non trascurare e quando rivolgersi al medico.

Cinque abitudini quotidiane che favoriscono il gonfiore

Svegliarsi con il viso appesantito, avere difficoltà a sfilare gli anelli a fine giornata o avvertire le gambe gonfie può essere associato al ristagno dei liquidi. Il sistema linfatico raccoglie i fluidi in eccesso presenti nei tessuti e li convoglia nuovamente nel circolo sanguigno. Quando questo meccanismo rallenta, l’acqua può accumularsi nello spazio tra le cellule e provocare un gonfiore diffuso. Alcune abitudini molto comuni possono ostacolare il drenaggio senza che ce ne si renda conto.

Le posizioni fisse e il ruolo dei muscoli

A differenza del sistema circolatorio, quello linfatico non dispone di una pompa centrale paragonabile al cuore. Per favorire la risalita dei liquidi dalle estremità verso il tronco, si affida anche alla contrazione muscolare. Trascorrere molte ore seduti alla scrivania o in piedi nella stessa posizione mantiene inattivi i muscoli dei polpacci e riduce l’efficacia della pompa muscolare. Alzarsi ogni ora e camminare per qualche minuto può aiutare a contrastare il fenomeno. Anche flettere i piedi mentre si è al computer o alla guida rappresenta un movimento utile.

Un altro elemento da considerare riguarda l’alimentazione e l’idratazione. Quando i tessuti appaiono gonfi, si può essere portati a bere meno per paura di peggiorare la situazione. Secondo il testo, però, un apporto adeguato di acqua favorisce l’eliminazione dei fluidi in eccesso. Al contrario, un consumo elevato di alimenti ricchi di sale associato a una scarsa introduzione di liquidi può spingere l’organismo a trattenere acqua per diluire il sodio. Bere con regolarità durante la giornata sostiene la normale funzione dei reni e limita l’eccessiva ritenzione.

Abiti, respirazione e riposo

Anche l’abbigliamento può influire sulla circolazione dei liquidi. Jeans molto aderenti, calze con elastici stretti e cinture rigide esercitano una pressione sui vasi linfatici superficiali e possono ostacolare la risalita dagli arti inferiori. Un effetto simile può verificarsi con calzature inadatte: un tacco molto alto o una suola completamente piatta rendono più difficile il corretto movimento del piede durante la camminata, riducendo la spinta verso l’alto.

Il drenaggio linfatico profondo è inoltre collegato al movimento del diaframma. Una respirazione ampia produce variazioni di pressione che favoriscono il passaggio della linfa verso il dotto toracico, il principale canale del sistema linfatico. Nei periodi di stress prolungato, invece, la respirazione può diventare corta e superficiale, privando il sistema di una spinta importante e favorendo il ristagno nell’addome e nelle gambe.

Durante la notte, la posizione orizzontale aiuta il riassorbimento dei liquidi accumulati nella parte bassa del corpo per effetto della gravità. In caso di gambe stanche a fine giornata, un piccolo cuscino sotto i piedi può facilitare il ritorno venoso e linfatico durante il riposo. Se il gonfiore persiste oppure compare insieme a dolore o asimmetria tra gli arti, è opportuno consultare il medico per una valutazione clinica.