Un viso appesantito o uno sguardo stanco non dipendono necessariamente dall’età, dallo stress o dal riposo insufficiente. Tra i fattori che possono influire sull’aspetto e sul benessere quotidiano c’è anche la posizione della testa e del collo mantenuta durante il lavoro, la lettura o l’uso dello smartphone.
Quando il capo viene inclinato in avanti per osservare uno schermo, cambia il baricentro del tratto cervicale e aumenta il lavoro richiesto ai muscoli del collo e delle spalle. Una testa adulta pesa mediamente tra 4 e 5 chilogrammi, ma con un’inclinazione di circa 30 gradi il carico percepito dalla muscolatura può arrivare a sfiorare i 20 chilogrammi. Se la posizione viene mantenuta a lungo e ripetuta ogni giorno, la tensione può coinvolgere anche la muscolatura del cranio e della mascella.
Le conseguenze sulla muscolatura del viso
A risentire maggiormente della posizione può essere il platisma, un muscolo superficiale che si estende dalla parte alta del torace fino alla mandibola. Il mantenimento prolungato del collo flesso in avanti può creare uno squilibrio nella tensione dei muscoli anteriori e contribuire a un sovraccarico dell’articolazione temporo-mandibolare.
Il risultato può essere una contrattura diffusa, associata a un’espressione più tesa, rigida e meno riposata. È importante però distinguere gli effetti della postura dalle interpretazioni prive di basi anatomiche: secondo il testo, questa posizione non provoca strutturalmente il doppio mento e non ostacola il drenaggio linfatico. Può invece accentuare la sensazione di tensione nella zona cervicale e mandibolare.
Respirazione e rimedi quotidiani
La testa proiettata in avanti tende a far curvare la colonna dorsale e a chiudere le spalle verso l’interno. Questa configurazione può limitare il movimento della gabbia toracica e lo spazio disponibile per l’espansione del diaframma. La respirazione può quindi diventare meno efficiente e portare a un uso continuo dei muscoli accessori del collo, tra cui scaleni e sternocleidomastoideo, favorendo affaticamento e rigidità muscolare.
Alcuni segnali di sovraccarico sono la rigidità alla base del cranio e la tendenza a sollevare le spalle verso le orecchie mentre si scrive o si utilizza il telefono. Per intervenire non è necessario mantenere una posizione rigida per tutta la giornata: l’obiettivo è modificare gradualmente le abitudini e aumentare la consapevolezza del corpo.
Un primo accorgimento consiste nel posizionare gli schermi più in alto, con il margine superiore allineato all’altezza degli occhi, così da ridurre la flessione continua del capo. Durante le attività sedentarie è inoltre utile inserire brevi pause di movimento ogni ora. Tra gli esercizi indicati nel testo c’è la retrazione del mento: la testa viene spostata delicatamente all’indietro, come per formare un leggero doppio mento, mantenendo la posizione per due o tre secondi. A questo movimento si possono associare allungamenti del petto, per favorire la riapertura delle spalle e una migliore espansione toracica.