Consigli pratici

Tisana drenante la sera, perché può disturbare il sonno

L’azione diuretica può favorire risvegli notturni: ecco quando assumere queste bevande e quali precauzioni adottare

Tisana drenante la sera, perché può disturbare il sonno

Una tisana drenante bevuta prima di coricarsi può sembrare un rimedio naturale contro la sensazione di gambe gonfie o la pesantezza addominale. Tuttavia, proprio l’effetto per cui viene scelta, cioè l’aumento della diuresi, rischia di interferire con la continuità del riposo. L’organismo, infatti, durante la notte riduce fisiologicamente la produzione di urina per favorire il sonno prolungato.

Le miscele drenanti contengono spesso piante come betulla, ortosifone, gramigna e tarassaco, associate a un’attività stimolante sulla funzionalità renale. Se assunte a ridosso del momento di andare a letto, possono aumentare l’eliminazione dei liquidi proprio nelle ore dedicate al riposo. A questo effetto si aggiunge il volume della bevanda, che contribuisce normalmente al riempimento della vescica.

Perché i risvegli possono compromettere il riposo

La necessità di alzarsi durante la notte per urinare prende il nome di nicturia. Anche quando si riesce a riaddormentarsi rapidamente, il risveglio può interrompere le fasi più profonde del sonno, importanti per il recupero dell’organismo. L’assunzione serale di liquidi con attività diuretica può quindi risultare poco adatta soprattutto a chi soffre già di insonnia o sonno disturbato.

È consigliabile prestare attenzione anche in presenza di pressione arteriosa bassa, perché la perdita di liquidi durante la notte può favorire capogiri quando ci si alza dal letto. Le persone che assumono farmaci diuretici o antipertensivi non dovrebbero utilizzare autonomamente queste erbe: l’associazione può contribuire ad alterare i livelli di potassio e sodio o provocare un calo pressorio eccessivo.

In caso di gravidanza o allattamento, l’impiego di piante dall’azione drenante richiede una valutazione preventiva con il medico di medicina generale. La cautela è particolarmente importante quando la tisana viene utilizzata con l’obiettivo di contrastare gonfiore o ritenzione idrica senza conoscere la causa del disturbo.

Il momento più adatto per assumerle

Per limitare l’impatto sul sonno, le tisane drenanti possono essere consumate nella prima parte della giornata, al mattino o nel primo pomeriggio. In questo modo i reni hanno più tempo per eliminare i liquidi durante le ore di veglia, riducendo la probabilità che lo stimolo a urinare si presenti durante la notte.

Chi desidera mantenere una bevanda calda nel rituale serale può orientarsi su preparati a effetto rilassante, come quelli a base di camomilla, melissa, tiglio o passiflora. Anche queste bevande, però, contengono acqua e possono contribuire al riempimento della vescica. Per questo è preferibile limitarne il volume a una tazza piccola ed evitare di berla nell’ora precedente l’ingresso a letto.

Alcune abitudini quotidiane possono aiutare a contenere la sensazione di gonfiore serale. L’idratazione va distribuita in modo omogeneo fino al tardo pomeriggio, mentre a cena può essere utile ridurre il consumo di sale. Prima di dormire, inoltre, si possono tenere le gambe sollevate sopra il livello del cuore per dieci minuti: il gesto favorisce il ritorno venoso e il drenaggio linfatico naturale, senza aggiungere liquidi nelle ore notturne.