Nutrizione

Fette biscottate: quattro scelte tra gusto e qualità

Il confronto su 12 confezioni valuta ingredienti, valori alimentari, assaggio e costo.

Fette biscottate: quattro scelte tra gusto e qualità

Le fette biscottate sono un prodotto abituale della colazione, ma le ricette possono cambiare molto in base ai grassi utilizzati, alla presenza di zuccheri aggiunti e al contenuto di fibre. Un confronto su 12 prodotti di marche diverse ha individuato quattro referenze considerate migliori per ingredienti, gusto, profilo nutrizionale e prezzo.

La fetta biscottata nasce da una doppia cottura e una porzione di 2-3 pezzi fornisce in media 70-100 kcal, soprattutto sotto forma di carboidrati complessi. Secondo la specialista in Scienza dell’alimentazione Diana Scatozza, il parametro da valutare con maggiore attenzione è il tipo di grasso: l’olio extravergine d’oliva offre un profilo qualitativamente migliore, mentre l’olio di girasole alto oleico garantisce una buona presenza di acido oleico. Il burro, tipico delle ricette più tradizionali, aumenta invece la quota di grassi saturi.

Un ulteriore elemento di confronto è la quantità di zuccheri aggiunti. Le versioni che ne sono prive possono essere preferibili per chi deve limitare gli zuccheri semplici. Anche le fibre, in particolare quelle d’avena ricche di betaglucani, contribuiscono a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e a favorire la sazietà. Il sale, generalmente presente in quantità accettabili, va comunque inserito nel bilancio complessivo della giornata.

Ingredienti, cottura e assaggio

La lista degli ingredienti dovrebbe essere chiara e leggibile. La farina di frumento è normalmente il componente principale; seguono, a seconda delle ricette, estratto di malto, lievito, oli vegetali, burro o glutine aggiunto. L’estratto di malto contribuisce al colore e all’aroma, ma apporta anche zuccheri semplici. Nel test non sono stati rilevati conservanti o coloranti, una caratteristica comune ai prodotti secchi, che si conservano grazie alla bassa attività dell’acqua.

Secondo il tecnologo alimentare Giorgio Donegani, una buona fetta dovrebbe profumare di pane tostato e malto, avere un colore dorato uniforme e una struttura alveolata ma compatta. Le zone troppo scure possono indicare una cottura eccessiva, associata alla possibile formazione di acrilamide. Al palato deve risultare croccante, spezzarsi nettamente e lasciare un retrogusto pulito. Le ricette con burro hanno note più ricche e vanigliate, mentre quelle con olio extravergine possono presentare sfumature erbacee.

Il prezzo osservato varia da meno di 4 euro al kg per alcuni prodotti della grande distribuzione a oltre 17 euro per le proposte artigianali. Il costo, tuttavia, non è sempre proporzionale alla qualità: alcune referenze da supermercato hanno superato prodotti più cari per trasparenza degli ingredienti e caratteristiche sensoriali.

Le quattro referenze selezionate

Le fette biscottate bio di Esselunga sono l’unico prodotto del gruppo a unire certificazione biologica e olio extravergine d’oliva, presente al 4%. La farina di grano tenero 100% italiano, lo zucchero di canna e il sale iodato completano la ricetta. All’assaggio risultano croccanti, aromatiche e leggermente sapide. Prezzo: 1,59 euro per 320 grammi, pari a 4,97 euro al kg.

La Granfetta classica Delverde presenta una lista essenziale con farina di frumento, olio di girasole, destrosio, lievito, estratto di malto e sale. Non contiene glutine aggiunto né aromi. Il dispenser facilita la conservazione dopo l’apertura. La fetta ha colore uniforme, profumo pulito e una lieve nota di malto. Prezzo: 1,31 euro per 240 grammi, 5,46 euro al kg.

Le fette Misura si distinguono per l’assenza di zuccheri aggiunti e per la presenza del 2% di fibra d’avena. La quantità di betaglucani contenuta in una porzione non consente di parlare di un effetto funzionale sul colesterolo, ma la ricetta offre un apporto nutrizionale interessante. Il gusto è neutro, con bassissimo contenuto di sale. Prezzo: 1,57 euro per 320 grammi, 4,91 euro al kg.

Infine, le Pintaudi n. 1 utilizzano burro, zucchero, pasta d’arancia, sciroppo di glucosio, uova e tuorlo. Il risultato è una fetta friabile, dal gusto pieno e con una nota agrumata. Il profilo lipidico è meno favorevole, con 8,9 grammi di grassi saturi per 100 grammi, mentre il prezzo è il più alto della selezione: 3,49 euro per 200 grammi, pari a 17,45 euro al kg.