Quando si parla di obesità, l’attenzione si concentra spesso su peso, glicemia e rischio cardiovascolare. Ma c’è un altro aspetto rilevante nella vita quotidiana: la salute dei muscoli. Una riduzione della forza e della capacità di recupero può rendere più difficili attività come salire le scale, camminare a lungo o mantenersi attivi. Un nuovo studio condotto sui topi ha analizzato uno dei possibili meccanismi biologici che collegano l’obesità a un peggioramento della funzione muscolare.
Il ruolo di una proteina
I ricercatori hanno studiato il TGF-β1, una proteina prodotta anche da una popolazione di cellule immunitarie presenti nei tessuti, i macrofagi CD206+ di tipo M2. L’ipotesi era che, in condizioni di obesità, alcuni segnali infiammatori o legati ai processi di riparazione potessero interferire con la rigenerazione dei muscoli e con la loro capacità di utilizzare energia.
Per verificare questa ipotesi, gli autori hanno utilizzato topi modificati geneticamente per eliminare il TGF-β1 soltanto nei macrofagi studiati. Gli animali sono stati alimentati per diverse settimane con una dieta ricca di grassi e confrontati con topi simili, ma privi della modifica. Sono stati quindi valutati forza, resistenza, composizione corporea, metabolismo del glucosio e diversi segnali molecolari rilevati nel muscolo, nel tessuto adiposo e nel fegato.
A parità di alimentazione e con un peso corporeo simile, i topi privi di TGF-β1 in queste cellule hanno ottenuto risultati migliori in diversi test. Hanno mostrato maggiore resistenza nella corsa, più forza di presa e una migliore capacità di mantenersi sospesi. Inoltre, presentavano una quota superiore di massa magra nelle zampe e una conservazione più efficace della struttura delle fibre muscolari. Sono emersi anche una migliore tolleranza al glucosio e una maggiore sensibilità all’insulina, soprattutto nel tessuto adiposo e nel fegato.
Due meccanismi possibili, ma nessuna terapia pronta
Secondo gli autori, il fenomeno potrebbe dipendere da due vie che agiscono insieme. Nel muscolo, la riduzione del TGF-β1 sembra favorire l’attivazione delle FAPs, cellule di supporto associate alla formazione di nuove fibre. Nel tessuto adiposo, invece, aumentava l’adiponectina, un ormone spesso collegato a un metabolismo più favorevole. Il muscolo appariva anche più reattivo a questo segnale. I dati indicavano inoltre una maggiore attività del circuito AMPK/SIRT1/PGC-1α, coinvolto nella produzione di energia e nella funzione dei mitocondri.
Il risultato più importante è che obesità e salute muscolare non sono la stessa cosa, anche se possono procedere insieme. Tuttavia, si tratta di una ricerca sugli animali: non dimostra che lo stesso meccanismo funzioni nell’uomo né permette di ricavare una cura o un consiglio specifico. Inoltre, resta da chiarire quale peso abbiano le due vie individuate. Lo studio, pubblicato sul Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle con DOI 10.1002/jcsm.70322, suggerisce quindi una possibile direzione per la ricerca futura. Nel frattempo, il movimento regolare e abitudini sostenibili restano strumenti importanti per proteggere la funzionalità muscolare.