Ricerca immunitaria

Spermidina e vaccini: un aiuto per gli over 65

Uno studio esplora l'efficacia della spermidina per migliorare le risposte vaccinali negli anziani.

Spermidina e vaccini: un aiuto per gli over 65

Con l’avanzare dell’età, molti anziani si trovano a fronteggiare una risposta immunitaria meno efficace, anche dopo essersi vaccinati. Questo fenomeno può risultare frustrante, poiché nonostante gli sforzi per proteggersi, la protezione ottenuta può essere inferiore alle aspettative. Recenti studi hanno cercato di esplorare se esistano modi sicuri per supportare il sistema immunitario degli over 65, focalizzandosi su una sostanza presente in alcuni alimenti: la spermidina.

Un piccolo studio, condotto in modo randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 40 adulti sani di età superiore ai 65 anni, tutti vaccinati con la terza dose contro il SARS-CoV-2. Per un periodo di 13 settimane, un gruppo ha assunto quotidianamente 6 mg di spermidina, mentre l’altro ha ricevuto un placebo. L’obiettivo principale era valutare la sicurezza del trattamento, ma sono state effettuate anche analisi esplorative per monitorare eventuali cambiamenti nella risposta immunitaria, in particolare nella produzione di anticorpi e nei segnali biologici legati all’invecchiamento delle cellule immunitarie.

I risultati hanno mostrato che il trattamento con spermidina è stato ben tollerato, senza eventi avversi significativi. Tuttavia, il dato più interessante è emerso da un sottogruppo di partecipanti che inizialmente presentavano una risposta anticorpale debole, definiti “non responder”. In questi individui, l’assunzione di spermidina è stata associata a un incremento degli anticorpi contro la proteina Spike del virus, a una maggiore attività neutralizzante del siero e a una risposta più vigorosa delle cellule B della memoria, che sono cruciali per la memoria immunitaria.

Nonostante ciò, non è stato osservato un effetto significativo sulle cellule T, un altro componente fondamentale del sistema immunitario. Questo suggerisce che l’effetto della spermidina potrebbe non essere generalizzato, ma piuttosto selettivo.

Implicazioni per la vita quotidiana

Con l’invecchiamento, il sistema immunitario tende a diventare meno efficiente, e una parte di questo problema è legata a cellule che accumulano danni e funzionano in modo meno efficace. Lo studio ha evidenziato che i partecipanti con una risposta vaccinale più debole presentavano anche segni di immunosenescenza, ovvero invecchiamento biologico delle cellule immunitarie. Dopo il trattamento con spermidina, alcuni di questi segnali sono diminuiti, soprattutto nei soggetti inizialmente meno protetti. I dati suggeriscono anche un possibile coinvolgimento dell’autofagia, il processo attraverso il quale le cellule eliminano componenti danneggiati e mantengono un equilibrio interno ottimale.

È importante sottolineare che il messaggio non è quello di considerare la spermidina come un integratore miracoloso per migliorare l’efficacia dei vaccini. Piuttosto, si potrebbe ipotizzare che in futuro si possano identificare gli anziani con risposte vaccinali più deboli e affiancare al vaccino strategie mirate per migliorare la loro risposta immunitaria.

Limitazioni e conclusioni

È fondamentale approcciare i risultati con cautela. Lo studio è di dimensioni ridotte e rappresenta un primo passo per valutare l’idea. Inoltre, esiste uno squilibrio iniziale tra i gruppi, con un numero maggiore di non responder nel gruppo trattato, il che può complicare l’interpretazione dei risultati. Non è chiaro se i risultati siano applicabili ad altri vaccini, a persone con fragilità, a chi soffre di malattie croniche o a chi assume farmaci che influenzano il sistema immunitario. Anche la dieta dei partecipanti non è stata controllata e i vaccini ricevuti non erano uniformi.

In conclusione, sebbene questo studio non cambi le attuali raccomandazioni sui vaccini e non giustifichi l’uso routinario della spermidina come supporto immunitario, offre spunti interessanti. In alcuni anziani con risposte vaccinali deboli, intervenire sui meccanismi cellulari dell’invecchiamento immunitario potrebbe fare la differenza. Se confermati in studi più ampi, questi risultati potrebbero aprire la strada a strategie personalizzate per migliorare la protezione vaccinale nelle persone anziane.

Fonte scientifica: Paper originale: Spermidine Mitigates Immune Cell Senescence and Boosts Vaccine Responses in Healthy Older Adults—A Pilot Study, Rivista: Aging Cell, DOI: 10.1111/acel.70545.