Nutrizione e salute

Nitrati e demenza: l’importanza della fonte per la salute cerebrale

Uno studio rivela che la fonte di nitrati può influenzare il rischio di demenza.

Nitrati e demenza: l’importanza della fonte per la salute cerebrale

Quando si parla di salute del cervello, si tende a considerare fattori come sonno, pressione, attività fisica e relazioni sociali, mentre raramente si menziona il nitrato, una sostanza presente in vari alimenti e nell’acqua del rubinetto. Tuttavia, un ampio studio di lunga durata suggerisce che la fonte di nitrati potrebbe avere un ruolo significativo: non tutti i nitrati sembrano avere lo stesso impatto sul rischio di demenza.

I ricercatori hanno monitorato per quasi tre decenni oltre 54.000 adulti inizialmente privi di demenza, con l’obiettivo di determinare se l’assunzione abituale di nitrati e nitriti fosse correlata alla successiva comparsa di demenza, analizzando le diverse fonti: vegetali, alimenti di origine animale, carni con additivi e acqua potabile. Questo aspetto è cruciale, poiché i nitrati non sono intrinsecamente “buoni” o “cattivi”. Nel corpo, possono contribuire alla formazione di ossido nitrico, una sostanza benefica per i vasi sanguigni e potenzialmente per il sistema nervoso, ma in altri contesti possono generare composti dannosi. La matrice alimentare, ovvero l’insieme di nutrienti e sostanze presenti nel cibo, può alterare notevolmente il quadro.

I risultati dello studio mostrano un’associazione tra un maggiore apporto di nitrati da fonti vegetali e un rischio ridotto di demenza nel tempo. Al contrario, un apporto elevato di nitrati da fonti animali, carni con additivi e acqua potabile è stato associato a un rischio maggiore. Le associazioni risultano ancora più evidenti per la demenza a esordio precoce, ovvero prima dei 65 anni, sebbene in questo caso si debba esercitare cautela, poiché i casi erano pochi e le stime meno solide. È interessante notare che per l’acqua potabile il segnale è emerso anche a concentrazioni medie relativamente basse, inferiori ai limiti normativi attuali. Ciò non implica che l’acqua del rubinetto debba essere evitata, ma suggerisce la necessità di ulteriori indagini.

Le verdure a foglia e, in generale, gli alimenti vegetali non contengono solo nitrati, ma anche vitamina C, polifenoli e folati, sostanze che possono contrastare la formazione di composti indesiderati e supportare processi favorevoli per i vasi sanguigni e i neuroni. Al contrario, nelle carni lavorate, i nitrati e nitriti possono trovarsi insieme ad altri elementi che favoriscono la formazione di sostanze potenzialmente nocive, specialmente dopo la lavorazione e la cottura. Sebbene non si possa dimostrare un meccanismo certo, ciò aiuta a comprendere perché la stessa molecola possa avere esiti diversi a seconda della sua origine.

Il messaggio pratico più ragionevole è di non demonizzare i nitrati, ma di considerare il quadro alimentare complessivo. I risultati sono coerenti con l’idea che una dieta ricca di verdure, comprese quelle a foglia, possa contribuire alla salute cerebrale. Allo stesso tempo, forniscono un ulteriore motivo per limitare le carni lavorate, già associate ad altri rischi per la salute. Tuttavia, è importante non oltrepassare ciò che lo studio consente di affermare. Si tratta di una ricerca osservazionale che mostra associazioni, ma non dimostra un rapporto di causa-effetto. La dieta è stata misurata all’inizio e potrebbe essere cambiata nel tempo, e ci sono anche altri fattori, come lo stile di vita e le esposizioni ambientali, che potrebbero aver influenzato i risultati.

Questo studio è significativo per dimensioni e durata, ma non è sufficiente per cambiare regole o trarre conclusioni definitive sull’acqua potabile o sui singoli nutrienti. La popolazione studiata era relativamente omogenea, quindi non è detto che i risultati siano applicabili a tutti. In pratica, il dato più solido per la vita quotidiana è che per proteggere il cervello è consigliabile adottare abitudini complessivamente sane, piuttosto che concentrarsi su un singolo composto. Maggiore consumo di verdure, minore assunzione di carni lavorate, insieme a movimento, sonno adeguato e controllo dei fattori cardiovascolari, rappresentano un orientamento sensato. Il resto rimane un’ipotesi interessante da confermare.

Fonte scientifica: Paper originale: Source‐specific nitrate intake and incident dementia in the Danish Diet, Cancer and Health Study. Rivista: Alzheimer s & Dementia.