Allarme Salute

Hantavirus: allarme topi e rischio contagio

Tre morti in crociera riportano l'attenzione sul virus dei roditori. Scopri cos'è, come si contrae e quali precauzioni adottare per proteggerti, soprattutto in ambienti chiusi.

L’Hantavirus, noto anche come “virus dei topi”, è salito alla ribalta dopo la segnalazione di tre decessi in crociera, riaccendendo i riflettori su questo agente patogeno insidioso. Sebbene sia conosciuto dalla comunità scientifica da tempo, non esistono ancora vaccini o cure specifiche, rendendo la prevenzione e l’attenzione agli ambienti a rischio fondamentali.

Cos’è e come si diffonde

Gli Hantavirus sono virus a RNA che hanno nei roditori (come topi cervini, ratti delle risaie e arvicole) il loro serbatoio naturale. La particolarità sta nel fatto che il virus non causa malattia nell’ospite animale, che può così continuare a diffondere l’agente patogeno per tutta la vita tramite urine, feci e saliva. Delle 38 specie di Hantavirus conosciute, 24 sono in grado di infettare l’uomo. Un caso noto risale all’anno scorso, quando la moglie dell’attore Gene Hackman morì a causa dell’Hantavirus, contratto in una casa infestata dai roditori.

Il contagio umano avviene quasi esclusivamente per via inalatoria. Le particelle virali si legano alla polvere quando le escrezioni dei roditori si seccano. L’inalazione di questi “bio-aerosol” infetti può avvenire durante attività come la pulizia di ambienti chiusi (soffitte, cantine, garage), il campeggio o lavori agricoli. Meno frequenti sono i contagi tramite morsi o contatto diretto tra mucose e materiale contaminato.

Le diverse manifestazioni della malattia

L’Hantavirus si manifesta in due sindromi principali, a seconda dell’area geografica e della specie virale. La Sindrome Polmonare da Hantavirus (HPS) è predominante nelle Americhe e rappresenta la forma più aggressiva. I sintomi iniziali sono simili a quelli influenzali (febbre, dolori muscolari, stanchezza), ma rapidamente il virus attacca i polmoni, causando edema polmonare e gravi difficoltà respiratorie. La mortalità è elevata, raggiungendo il 38-40%. Possono comparire anche sangue nelle urine/feci ed ecchimosi cutanee. I sopravvissuti possono impiegare 3-6 settimane per riprendersi completamente, e la guarigione può estendersi fino a sei mesi.

In Europa e Asia è più comune la Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS). Sebbene meno letale della HPS, questa forma è comunque debilitante, con una variante europea generalmente più lieve.

Diagnosi, trattamento e prevenzione

Una diagnosi tempestiva è cruciale, ma la genericità dei sintomi iniziali rende spesso difficile un intervento precoce, con molti pazienti che giungono in ospedale in condizioni critiche. Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico. La terapia è di supporto e comprende ossigenoterapia, ventilazione meccanica e gestione dei liquidi, spesso in terapia intensiva.

Data l’assenza di un vaccino ampiamente disponibile in Occidente, la prevenzione si basa interamente sul controllo ambientale. Per la pulizia di luoghi rimasti chiusi a lungo, come cantine, baite o garage, è fondamentale adottare precauzioni: aprire porte e finestre per almeno 30 minuti prima di entrare e non utilizzare scope o aspirapolvere, che solleverebbero polvere potenzialmente infetta. È consigliabile spruzzare le superfici con soluzioni di candeggina o disinfettanti specifici. Inoltre, è importante conservare il cibo (anche quello per animali domestici) in contenitori ermetici ed eliminare cataste di legna o detriti vicino alle abitazioni che potrebbero servire da rifugio ai topi.

Il parere degli esperti

Come spiega Carlo Federico Perno, direttore del laboratorio di virologia e microbiologia del Bambino Gesù di Roma, «il virus raramente si trasmette da uomo a uomo, il che dovrebbe limitare l’estensione dei contagi». Perno sottolinea la vasta gamma di problemi che i diversi ceppi virali possono causare, dalle febbri emorragiche e insufficienze renali alle polmoniti, evidenziandone l’alta mortalità. L’epidemiologo Michael Baker ha confermato alla BBC la rarità del contagio umano da Hantavirus.